Algeria: ancora attentati
bomba a fermata bus fa 20 morti
di Anna Toro
Quarto attentato in meno di una settimana ad Algeri. Oggi una bomba è scoppiata a una fermata di autobus a Bouira, in Cabilia, a circa 120 chilometri a est di Algeri, provocando almeno 20 morti. Non c'è stata nessuna rivendicazione.
Ieri invece due bombe sono esplose ieri in una stazione ferroviaria a est di Algeri uccidendo dodici persone tra cui un ingegnere francese. E' la prima volta dagli anni Novanta, scrive la Reuters, che un cittadino francese rimane ucciso nell'ambito delle violenze politiche in Algeria, dove ribelli vicini ad al Qaeda hanno condotto una serie di attentati mortali negli ultimi due anni. Le bombe sono esplose a brevi intervalli di tempo nella cittadina di Beni Amrane nella provincia di Boumerdes, in Cabila, a circa 50 chilometri dalla capitale. A perdere la vita sono stati anche otto soldati che accompagnavano il francese (che lavorava per la società francese Razel), due pompieri e un uomo non identificato, quando il loro convoglio ha colpito le bombe collocate vicino alla stazione. Lo rende noto sempre la Reuters. Secondo fonti del posto, si legge nell’Ansa, il primo ordigno è esploso davanti al cantiere al passaggio dell'auto con a bordo l'ingegnere francese. Circa mezz'ora dopo una seconda bomba è stata fatta esplodere a distanza, quando i soccorritori erano al lavoro. La seconda esplosione ha quindi ucciso e ferito altre persone, tra cui diversi membri delle forze di sicurezza e della protezione civile.
Giovedì invece un kamikaze si era fatto esplodere davanti ad una caserma della guardia repubblicana alla periferia della capitale, uccidendo due militari. Il giorno dopo sei soldati erano rimasti uccisi nell'esplosione di un ordigno piazzato sulla strada a Dellys, sempre in Cabilia.
La reazione di Parigi non si è fatta attendere: il presidente francese Nicolas Sarkozy ha condannato "le barbare violenze" in un messaggio indirizzato al suo omologo algerino Abdelaziz Bouteflika. Anche il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner ha espresso il suo "sentimento di disgusto" di fronte alla "cieca violenza terroristica" e la sua condanna di questi atti che, ha detto "nulla può giustificare".
09 / 06 / 2008