Ancora tensioni e scontri in Kosovo La Nato chiude le frontiere con la Serbia
di Anna Toro
A causa della situazione di tensione in Kosovo, i militari della forza Nato hanno chiuso i varchi di confine con la Serbia del nord. Folle di Serbi contrari all’indipendenza proclamata domenica dagli albanesi kosovari hanno infatti attaccato diverse postazioni di frontiera. Una di esse è stata data completamente alle fiamme, così come un veicolo dell’ Onu è stato fatto esplodere in un villaggio vicino al confine. L’agenzia stampa Ap fa sapere che non ci sono stati feriti ma le autorità serbe del Kosovo hanno detto che faranno comunque delle indagini per scoprire gli autori degli attentati incendiari.
A Jarnije e a Banja, a circa trenta chilometri dall’enclave serba Mitrovica, i manifestanti hanno usato esplosivi e bulldozer per sfondare i due posti di blocco tanto che gli agenti che gestiscono la postazione hanno dovuto chiedere l’aiuto della forza di peacekeeping della Nato (Kfor). Nell’attesa i poliziotti si sono rifugiati in un tunnel mentre oltre mille manifestanti serbi cercavano di tirar giù i ponti di confine. “Abbiamo chiesto alla Nato di inviare un elicottero per evacuare i nostri uomini” ha detto alla Reuters una fonte della polizia di Pristina.
Intanto, al grido di “Il Kosovo è la Serbia”, un migliaio di studenti serbi hanno manifestato pacificamente per le strade della parte settentrionale di Mitrovica, sventolando le bandiere della Serbia e distribuendo volantini che recitano: “La battaglia per la libertà e la giustizia non è finita”. Una marcia che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrà ripetersi “ogni giorno fino al 17 marzo alle ore 12.44”, in riferimento alla risoluzione Onu 1244 che, al termine della guerra del 1999, diede alla Serbia sovranità “limitata” sul Kosovo.
19 / 02 / 2008
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