Ancora tensioni Venezuela-ColombiaUribe:
di Anna Toro
Si fa sempre più aspro lo scontro tra la Colombia da una parte e il Venezuela e l'Ecuador dall'altra, dopo l’uccisione, sabato scorso, di Raul Reyes, il portavoce delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), durante un blitz dell'esercito colombiano in territorio ecuadoregno. Il presidente colombiano Alvaro Uribe ha annunciato oggi che denuncerà il presidente venezuelano Hugo Chavez davanti al Tribunale internazionale con l’accusa di genocidio, per il suo presunto sostegno alle Farc nel commettere omicidi di massa. La Colombia, si legge su Adnkronos, sostiene che le informazioni trovate nei computer di Reyes dimostrerebbero legami tra i guerriglieri delle Farc e il presidente dell'Ecuador Rafael Correa e del Venezuela Hugo Chavez, con tanto di prove di un presunto finanziamento di 300 milioni di dollari del Venezuela di Chavez alla guerriglia colombiana. Il vicepresidente colombiano Francisco Santos racconta inoltre che, tra il materiale trovato in seguito all'uccisione di Reyes, sarebbero stati trovati anche computer contenenti tracce di "accordi per l'acquisto di materiale radioattivo". Una prova, secondo il governo colombiano, che i guerriglieri vorrebbero fabbricare ordigni "di distruzione e terrorismo".
Intanto il Venezuela, dopo l’incursione colombiana, ha chiuso le frontiere. Il presidente colombiano Uribe, filoamericano, ha subito ricevuto una telefonata dal presidente degli Stati uniti George W. Bush, che gli ha confermato il suo sostegno e rinnovato le critiche al presidente venezuelano Chavez, estromesso ormai dalle trattative per liberare gli ostaggi delle Farc. Grazie ai buoni rapporti con la guerriglia marxista, Chavez fino ad ora è riuscito a far rilasciare sei ostaggi, fra i quali Clara Rojas, assistente e consigliera della Betancourt e con lei sequestrata nel 2002. Non sono in pochi a credere che il massacro compiuto dalle forze armate colombiane in Ecuador sia stato in realtà un tentativo di Uribe di destabilizzare le trattative con i guerriglieri: se liberata, infatti, la Betancourt potrebbe diventare per lui un temibile avversario politico.
04 / 03 / 2008