Belgrado, evacuata l'ambasciata Usa Mosca minaccia l'uso della forza
di Anna Toro
L’ambasciata statunitense in Serbia ha ordinato la temporanea evacuazione di gran parte del proprio staff dopo gli attacchi dei contestatori serbi agli uffici di Belgrado. Il portavoce dell’ambasciata Rian Harris ha detto all’agenzia Afp: “E’ stato ordinato ai dipendenti di lasciare Belgrado. Non crediamo che le autorità serbe riusciranno a garantire la sicurezza al nostro staff”. Solo l’ambasciatore Cameron Munter e pochi altri resteranno. Harris fa sapere che l’ambasciata riaprirà comunque martedì, dopo le riparazioni all’edificio.
Ieri circa mille persone hanno messo fuoco all’ambasciata per protestare contro la dichiarazione d’indipendenza del Kosovo che gli Usa e altri Stati hanno già riconosciuto. Anche le ambasciate inglesi, tedesche, croate, belghe e turche sono state attaccate. Sia il presidente serbo sia il primo ministro hanno condannato le violenze che hanno provocato un morto e almeno 100 feriti, e lo stesso ha fatto il Consiglio di sicurezza dell’Onu, definendo i responsabili “criminali”. Dopo i tumulti anche le trattative tra Serbia e Unione Europee si sono congelate, mentre il neo primo ministro del Kosovo Hashim Thaci ha detto che gli attacchi alle ambasciate gli hanno ricordato l’era Milosevic.Anche oggi centinaia di Serbi hanno protestato nell’enclave di Mitrovica ma, a parte qualche lancio di sassi, il tutto si è svolto in modo pacifico.
Parole preoccupanti arrivano invece dalla Russia dove il rappresentante presso la Nato, Dmitri Rogozin, ha dichiarato che la Russia potrebbe "utilizzare la forza" se la Nato o l'Unione europea dovessero sfidare l'Onu sul Kosovo.
22 / 02 / 2008