Chavez invia i carri armati al confine con la Colombia
di Anna Toro
Il presidente ecuadoregno Rafael Correa chiede all’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) di prendere una posizione compatta e condannare la Colombia per la sua incursione di sabato scorso nell’accampamento dei ribelli del Farc all’interno del territorio dell’Ecuador. Correa ha parlato dopo un incontro con il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva: si tratta di una delle tappe del suo viaggio attraverso i Paesi dell’America Latina per guadagnare il loro supporto in questa disputa che rischia di trasformarsi nel contrasto più serio, nel Continente, di questi ultimi anni.
Il Venezuela di Chavez ha infatti già cominciato a mobilitare le sue forze armate lungo il confine con la Colombia. Il ministro della Difesa venezuelano Gustavo Ranger ha spiegato che il Venezuela “è pronto a difendere la sacra sovranità della madrepatria” e che la decisione dell’invio dei dieci battaglioni di carri armati (già in marcia verso il confine colombiano) mira ad “affrontare le minacce che pesano sulla nostra patria dopo l'aggressione contro il territorio della Repubblica dell'Ecuador attuate da forze militari dello Stato colombiano”. Non solo: “Il dispiego militare – ha aggiunto- servirà anche a contenere l'espansionismo americano” che, secondo il Venezuela e l’Ecuador, sta dietro tutte le decisioni del presidente della Colombia Alvaro Uribe.
05 / 03 / 2008