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Ciad-Sudan: firmato il sesto accordo di pace

di Anna Toro

I presidenti di Ciad e Sudan Idriss Deby e Omar Hassan el Bashir hanno firmato un accordo di pace ieri a Dakar durante il summit dell'Organizzazione della conferenza islamica (Oic). Si tratta più che altro di un patto di non aggressione, precisamente il sesto tra i due Paesi, che dovrebbe porre fine a cinque anni di ostilità, oltre che al supporto dato da entrambi, mai dichiarato ufficialmente, alle rispettive guerriglie antigovernative. “Ci impegnamo solennemente a proibire qualsiasi attività di gruppi armati e di non usare più i nostri rispettivi territori per la reciproca destabilizzazione dei nostri stati” afferma il documento sottoscritto dai due presidenti.

L'accordo, che ha ricevuto un decisivo contributo dal futuro presidente dell’Oic, il capo di stato senegalese Abdoulaye Wade, e dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, è stato guardato con molto sospetti dagli osservatori. Secondo alcuni analisti, infatti, sarebbe in realtà solo una mossa tattica dei due Paesi, desiderosi di allentare la pressione internazionale che a livello diplomatico e mediatico si sta facendo sempre più sentire, soprattutto per la questione del Darfur. Senza contare che il documento non specifica se al suo interno rientri anche il rispetto dei profughi del Darfur presenti nelle regioni di confine dei due paesi. Il Sudan è accusato da una parte della comunità internazionale oltre che dalle organizzazioni a tutela dei diritti umani di essere il responsabile dei continui attacchi dei miliziani Janjaweed che negli ultimi anni hanno causato la morte di decine di migliaia di profughi. In Ciad invece, solo un mese fa la capitale N’Djamena è stata teatro di una battaglia provocata dai ribelli ciadiani che ha causato la morte di un centinaio di persone e la fuga dalla città di decine di migliaia di persone.

Rispetto agli altri piani firmati precedentemente (e mai rispettati) c’è però una novità: si tratta della creazione di un comitato che dovrà controllare l'applicazione del trattato e osservare le eventuali violazioni. Le riunioni di questo organismo, che vedrà la partecipazione di rappresentanti di Libia, Repubblica democratica del Congo, Senegal, Gabon, ed Eritrea, oltre a membri di istituzioni regionali e continentali, si terranno una volta al mese.

14 / 03 / 2008

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