Colombia, America Latina contro Uribe
di Fabio Pireddu
I leader dell'America Latina hanno lanciato dure critiche al presidente colombiano Alvaro Uribe in merito alla crisi di questi giorni con i confinanti Venezuela e Ecuador. La Colombia si trova sempre più isolata nell'area, sostenuta solamente dagli Stati Uniti in una crisi che sta scombussolando tutti gli assetti politici lungo le Ande.
Il presidente argentino Cristina Fernandez è a Caracas per incontrare il presidente venezuelano Chavez, parte in causa nella crisi che ha visto i paesi coinvolti espellere i rispettivi ambasciatori e muovere truppe e carri armati verso i confini. Ieri, invece, Chavez aveva incontrato il presidente ecuadoriano Correa, anche lui coinvolto nella crisi con la Colombia e impegnato in diversi viaggi in tutta l'America Latina per sostenere la propria causa con tutti i capi di stato dell'area. “La nostra politica è quella della pace – ha detto Chavez dopo l'incontro – ma dobbiamo prendere le misure necessarie per prevenire una guerra”.
La crisi tra Colombia, Ecuador e Venezuela è nata nello scorso fine settimana, quando l'esercito colombiano ha bombardato una zona di confine, che le truppe di terra hanno oltrepassato, con l'Ecuador alla ricerca di un gruppo dei ribelli delle Farc. Durante l'attacco è morto il portavoce e membro del gruppo dirigente dei guerriglieri Raul Reyes. Il presidente venezuelano Chavez stava portando avanti trattative con le Farc per la liberazione degli ostaggi che tengono prigionieri ormai da diversi anni, mentre il presidente colombiano Uribe preferisce adottare la linea dura per sconfiggere la guerriglia marxista dei ribelli.
I guerriglieri delle Farc, intanto, hanno bombardato mercoledì un oleodotto nel sud ovest della Colombia. Una pratica comune per le incursioni delle Farc, ma questa volta il gesto sarebbe una risposta dei ribelli al bombardamento dell'esercito colombiano che ha portato alla morte di Raul Reyes, portavoce del gruppo.
06 / 03 / 2008
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