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Colombia, ucciso numero due delle Farc

di Fabio Pireddu

Il numero due e portavoce delle Farc, Raul Reyes, è stato ucciso in un combattimento con le truppe colombiane in una zona di confine con l'Ecuador. Il ministro della Difesa ha dichiarato che si tratta di una delle più grandi sconfitte per i guerriglieri marxisti colombiani delle Farc. Insieme a lui sono morti almeno altri dieci guerriglieri, tra cui l'ideologo Guillermo Torres. La morte di Reyes, 56 anni, vero nome Luis Edgar Devia, è un caso unico per il gruppo, che vive nella leggenda dell'invincibilità dei suoi dirigenti, sempre morti sul proprio letto per cause naturali. È la prima volta, infatti, che un pezzo grosso delle Farc viene ucciso in un combattimento con le forze armate colombiane.

Il gruppo di guerriglieri si trovava in un campo a circa 2 chilometri dal confine con l'Ecuador, nella provincia di Putumayo, quando l'aviazione colombiana, d'accordo con l'esercito ecuadoriano, ha cominciato un bombardamento a tappeto sulla zona. “Una volta terminato il bombardamento – ha detto il presidente colombiano Alvaro Uribe – le truppe hanno iniziato un perlustramento per mettere in sicurezza tutta l'area per neutralizzare eventuali nemici”.

Reyes era considerato il portavoce delle Farc, e aveva partecipato ai tre anni di trattative con il precedente governo del paese sudamericano, guidato da Andres Pastrana. L'attuale presidente Alvaro Uribe, invece, ha adottato un atteggiamento più duro con i guerriglieri, anche se nell'ultimo periodo era stato messo un po' in ombra dalle trattative condotte con le Farc dal presidente venezuelano Hugo Chavez, che hanno portato alla liberazione di diversi ostaggi detenuti dal gruppo.

01 / 03 / 2008

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