Continua l'avanzata turca nel nord Iraq Sul numero dei morti dati contrastanti
di Anna Toro
Sarebbero 22 i soldati turchi uccisi dai ribelli curdi durante gli scontri cominciati ieri nel nord dell’Iraq: lo rende noto un portavoce del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan) intervistato dall’agenzia Reuters. Ma i numeri si capovolgono se a parlare sono i Turchi: il quartier generale di Ankara, infatti, ha detto ieri di aver perso solo cinque uomini e di aver ucciso almeno 44 ribelli dall’inizio dell’ offensiva contro il Pkk lungo i confini tra la Turchia e l’Iraq.
Per quanto riguarda la giornata di oggi, le fonti della Sicurezza turca non hanno potuto confermare il numero delle morti ma hanno comunque detto che le truppe avrebbero ucciso circa 11 ribelli portando il totale delle morti stimate da Ankara a 55. In realtà è difficile verificare le informazioni da entrambe le parti, perché gli scontri si stanno verificando in una zona montagnosa e inaccessibile. Sia le fonti della Sicurezza turche sia l’emittente filocurda Roy Tv hanno fatto sapere che anche oggi, nel distretto montuoso di Zap vicino al confine, i combattimenti sono stati intensi. Secondo quanto riferito da Roy Tv alla Reuters, i ribelli avrebbero ucciso 15 soldati.
Le informazioni sono discordanti: Ahmed Danees, capo dell’Ufficio relazioni estere del Pkk, ha detto ad esempio che oggi non ci sono stati nuovi attacchi, sebbene gli aerei e gli elicotteri turchi abbiano attaccato bersagli lungo i confini e ha dato anche lui una sua stima dei morti: “Durante gli scontri di ieri sono stati uccisi 22 soldati turchi mentre per quanto riguarda il Pkk, non più di cinque combattenti sono rimasti feriti”.
Intanto il governo iracheno ha chiesto alla Turchia di rispettare la sua sovranità e di evitare azioni militari che minaccino la sicurezza.
(Foto AP)
23 / 02 / 2008