Continua l'avanzata turca nel nord Iraq Manifestazione curda a Diyarbakir, scontri
di Anna Toro
Si inaspriscono gli scontri tra l’esercito turco e i guerriglieri curdi del Pkk (Partito del lavoratori del Kurdistan) nel nord dell’Iraq. Lo Stato Maggiore dell'esercito turco ha annunciato attraverso il suo sito internet ufficiale che il numero di ribelli uccisi durante l'offensiva aerea e di terra è salito a 153, mentre fra le sue truppe i morti sono 17. Lo rende noto la Reuters. Il Pkk, che secondo Ankara avrebbe dislocati nel territorio circa 4mila uomini, afferma invece di aver ucciso 81 soldati turchi. Non è stato possibile avere una conferma indipendente dei dati.
I Turchi hanno continuato ieri l’avanzata mentre gli elicotteri e l’artiglieria era impegnata in intensi scontri a fuoco per tutto il giorno. Le forze di sicurezza irachene che amministrano autonomamente la provincia curda in Iraq hanno detto che i jet hanno bombardato l’area di Hakurk dalle 20 di domenica alle 11 di lunedì, tra pioggia, venti fortissimi e una densa nebbia. Un corrispondente di al-Jazeera, James Bays, è stato invitato in esclusiva dal governo curdo nell’area di Dashta Takh nel nord dell’Iraq. “Volevano mostrare al mondo che non ci sono guerriglieri del Pkk in quest’area” ha detto, e ha aggiunto: “Infatti non abbiamo visto nessun covo del Pkk. Ma è anche vero che non abbiamo potuto vedere il lato della montagna”.
“Siamo di fronte a una seria escalation di eventi, partita da un’autentica violazione della sovranità dell’Iraq” ha detto il ministro degli esteri Hoshyar Zebari ad al-Jazeera, e ha aggiunto: “Abbiamo chiesto al governo turco di ritirarsi nel più breve tempo possibile”. Anche la presidenza dell'Unione europea, retta dalla Slovenia, ha detto che sta seguendo "con grande preoccupazione le operazioni dell'esercito turco in Iraq". In un comunicato, scrive l’agenzia Apcom, invita la Turchia a "limitare le proprie attività militari a quelle che sono strettamente necessarie per raggiungere lo scopo principale - la protezione della popolazione turca dal terrorismo". Ankara ha di nuovo assicurato che i suoi soldati si sarebbero ritirati appena raggiunto l’obiettivo di stanare i ribelli curdi, ma non ha fornito una data precisa.
Mentre ancora ai confini infuriava la battaglia, ieri una manifestazione kurda nella città turca di Diyarbakir contro l’offensiva è degenerata in scontri violenti. La polizia ha risposto col lancio di lacrimogeni e sparando in aria per disperdere la folla. I curdi hanno infatti risposto al richiamo fatto domenica da un comandante del Pkk che aveva esortato i curdi a insorgere nelle città e combattere le autorità turche.
26 / 02 / 2008
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