Corea del Nord, fuggitivi condannati a morte Fucilati per aver tentato di andare in Cina
di Fabio Pireddu
La Corea del Nord ha eseguito 15 condanne a morte in pubblico. I condannati erano colpevoli di aver tentato di scappare o di aver aiutato qualcuno a oltrepassare il confine con la Cina. Lo riporta una organizzazione umanitaria sudcoreana, la Good Friends, rilanciata dalla Bbc e da Afp. I volontari dell'associazione hanno detto che 13 donne e 2 uomini sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco su un ponte nella città di Onseong, in una provincia nord orientale del paese. L'esecuzione sarebbe avvenuta due settimane fa, ma la notizia sarebbe stata resa nota solamente adesso, anche per le note difficoltà di comunicazione all'interno della Corea del Nord. La Repubblica Democratica Popolare di Corea è da decenni uno stato totalmente chiuso a qualsiasi influenza o contatto con l'esterno, a causa del regime nazionalista di Kim Jong Il e prima di suo padre Kim Il Sung. Secondo l'organizzazione i condannati stavano solo cercando di far arrivare gli aiuti economici dai parenti che sono già in Cina. La presenza clandestina coreana nella vicina Repubblica Popolare sarebbe dell'ordine di decine di migliaia.
Nel comunicato diffuso dall'associazione è riportata anche la dichiarazione di un ufficiale nord coreano. “È diventata ormai una pratica quotidiana – ha detto il militare – sparire e attraversare illegalmente il confine con la Cina per visitare i propri parenti”. Da parte del governo nord coreano non c'è stata nessuna dichiarazione ufficiale in merito alle esecuzioni, e nemmeno il ministro sudcoreano per l'Unificazione è stato in grado di confermare la notizia.
La Corea del Nord sta affrontando da diversi anni una carestia che mette a dura prova la popolazione. Dalla guerra del 1950-53 circa 12 mila nord coreani sarebbero migrati verso la Corea del Sud, secondo il ministro per l'Unificazione. Altre decine di migliaia fuggono, invece, verso la Repubblica Popolare Cinese.
05 / 03 / 2008
scrivi al sito
ecodelmondo@gmail.com