Dalla rivoluzione alle dimissioni di Castro Storia di un paese comunista alle porte degli Usa di Fabio Pireddu
La rivoluzione si apre e si chiude sul Granma. Sul battello chiamato “Granma” Fidel Castro, Ernesto “Che” Guevara e pochi altri uomini viaggiarono alla volta di Cuba il 2 dicembre del 1956 per cominciare quella lotta che avrebbe fatto cadere la dittatura di Fulgencio Batista. Il 19 febbraio del 2008 Fidel Castro annuncia sul quotidiano di partito “Granma” la sua intenzione di ritirarsi da tutte le cariche che ricopre nell'isola caraibica.
Una piccola barca, il Granma, che trasportò 82 uomini guidati da Ernesto Guevara e da Fidel Castro portandoli a sbarcare clandestinamente nella provincia cubana di Oriente. Qui comincia la storia della Cuba rivoluzionaria. La città di Santiago insorse, ma la rivolta viene soffocata nel sangue. Sembra sempre la stessa storia, quella di qualche anno prima, quando uno studente universitario di nome Fidel Castro guidò l'assalto alla caserma Moncada di Santiago. L'attacco fallì e molti dei combattenti vennero torturati dopo la cattura ed uccisi sommariamente. Castro venne processato e condannato, ma grazie a un'amnistia riuscì a fuggire in Messico.
Questa volta i rivoltosi speravano sia diverso. I superstiti della rivolta di Santiago, stremati e senza armi, si rifugiarono sulla Sierra Maestra; dove cominciarono a riorganizzarsi. Qui ampliarono le proprie file con nuovi volontari e con l'aiuto dei contadini, e soprattutto cercarono ed ottennero il consenso tra la popolazione con le trasmissioni clandestine della leggendaria Radio Rebelde. La rivoluzione cresceva, e lentamente conquistava i cubani e tutta l'isola. Il 31 gennaio del 1958 Fulgencio Batista abbandonò Cuba, fuggendo negli Stati Uniti con un carico di oro. L'8 gennaio del 1959 Fidel Castro e i suoi entrano trionfalmente a l'Havana. La rivoluzione aveva vinto.
Adesso, però, bisognava governare. Castro proclamò subito la rivoluzione sociale nazionale. Questo significava nazionalizzazione di tutte le aziende che sotto Batista erano finite in mani straniere, soprattutto americane. Castro si occupò subito anche della riforma agraria. I terreni di grande e media estensione in mano ai latifondisti vengono nazionalizzati, le piccole aziende furono riunite in cooperative. Venne riformata tutta l'economia dell'isola, abbassando le tariffe degli affitti e dell'elettricità. Le relazioni con gli Stati Uniti vennero compromesse principalmente a causa della perdita degli zuccherifici e delle società petrolifere, telefoniche ed elettriche. Immediatamente gli americani tagliarono le importazioni di zucchero cubano, cominciando una serie di azioni che culmineranno, il 25 aprile del 1961, con la proclamazione dell'embargo totale da parte degli Stati Uniti nei confronti delle merci cubane. Embargo che dura ancora oggi.
Un paio di settimane prima dell'ufficializzazione dell'embargo ci fu uno degli episodi che maggiormente misero a rischio la sicurezza e la pace in tutto il mondo durante la guerra fredda. Spaventati dagli aiuti che l'Unione Sovietica stava cominciando a fornire all'isola rivoluzionaria, gli Stati Uniti temevano la formazione di un avamposto comunista e sovietico alle proprie porte. Per questo motivo gli Stati Uniti decisero che era fondamentale restituire il potere nell'isola a qualcuno più vicino politicamente e controllabile. Un massiccio esodo della classe media cubana portò tanti cubani a Miami, dove vennero organizzate violente campagne anti-castriste. Con 1500 esuli e un buon numero di soldati addestrati per l'occasione dalla Cia, gli Stati Uniti portarono avanti il famoso sbarco nella Baia dei Porci, il 17 aprile del 1961. un tentativo di invasione che terminò quasi subito, causando forti attriti tra gli americani e i cubani, avvicinando questi ultimi sempre più all'Unione Sovietica. Ma le crisi internazionali non erano ancora finite. L'anno dopo gli Stati Uniti installarono missili a testata nucleare puntati contro Mosca sul territorio turco. A questo l'Unione Sovietica rispose con l'istallazione di missili sul territorio cubano. Il presidente Usa, John F. Kennedy replicò col blocco navale nell'Atlantico a Cuba, con lo scopo di impedire l'installazione di nuovi missili e ordinò di ispezionare qualsiasi nave si fosse diretta verso Cuba. Il rischio di uno scontro tra le due potenze non fu mai così alto, ma tutto finì quando Mosca decise di richiamare le sue navi che portavano i missili verso Cuba e promise di smantellare le armi nucleari sul suolo cubano. Washington promise di fare altrettanto per i missili installati in Turchia e di non aggredire più Cuba.
A livello internazionale Cuba cominciò a sostenere diverse rivoluzioni, come quelle in Zaire, Angola, Mozambico, Etiopia e Bolivia. Proprio in Bolivia trovò la morte, in circostanze ancora misteriose, uno degli eroi della rivoluzione cubana, destinato a diventare una icona e un simbolo della sinistra in tutto il mondo, Ernesto “Che” Guevara. Intanto la vita di Cuba continuava grazie soprattutto, e secondo alcuni esclusivamente, grazie agli aiuti dell'Unione Sovietica, pur rimanendo in una situazione precaria difficile. Cuba cominciava a essere vista a livello internazionale come esempio della possibilità di realizzare una rivoluzione comunista e simbolo della riuscita del socialismo. Venivano citati soprattutto i successi in campo sanitario e sociale. I detrattori, però, ricordavano le violenze del regime castrista, con le tantissime limitazioni alla libertà di espressione e i tanti oppositori finiti in carcere e sotto tortura. Tantissimi cubani sono fuggiti dall'isola verso gli Stati Uniti, in cerca di quella libertà che gli era negata in patria.
I tanti problemi di Cuba si sono aggravati con il crollo dell'Unione Sovietica nel 1989. Nei mesi successivi alla caduta dell'impero sovietico vennero richiamati in patria gli 11 mila soldati e tecnici russi che vivevano a Cuba. Gli Stati Uniti hanno continuato a mantenere l'embargo, isolando politicamente ed economicamente il regime Castrista. Cuba ha deciso di dare una svolta alla propria politica, prendendo decisioni per certi versi storiche. Nel 1991, venne emendata la costituzione cubana eliminando qualsiasi accenno al marxismo-leninismo. Dal 1993 i cubani possono usare i dollari americani per gli acquisti. In seguito ci sono state altre aperture all'economia di mercato, al lavoro autonomo e alle imprese straniere. Questi provvedimenti sono stati, però, vanificati dagli Stati Uniti, che hanno inasprito l'embargo e condannato l'ingresso delle aziende straniere nella Cuba castrista.
Adesso Cuba subisce ancora gli effetti dell'embargo e di un isolamento internazionale che, forse, in questi anni si sta lentamente allentando grazie alla collaborazione con diversi paesi, tra cui spicca la Repubblica Popolare Cinese. Bisognerà attendere qualche mese prima di vedere gli effetti delle dimissioni del lider maximo. Per il momento nulla sembra muoversi nel governo degli Stati Uniti, anche se i candidati democratici alla presidenza, Barack Obama e Hillary Clinton, si sono dichiarati favorevoli a un allentamento dell'embargo all'isola.
23 / 02 / 2008
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