Elezioni in Iran, conservatori in testa
A Qom vittoria a sorpresa di Larijani
di Anna Toro
Com’era prevedibile, i primi risultati,ancora molto parziali, delle elezioni parlamentari di ieri in Iran confermano il successo dei conservatori vicini al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Sui 70 seggi già assegnati, i conservatori ne avrebbero conquistato 35 contro i 13 andati a candidati riformisti; altri 22 sono andati ad esponenti conservatori ma critici nei confronti di Ahmadinejad. Questi primi dati sono stati resi noti dall’agenzia iraniana Irna.
Un risultato inaspettato però c’è stato: il trionfo, si legge su Adnkronos, di Ali Larijani l'ex capo negoziatore sul dossier nucleare. Secondo i primi dati riportati dal sito 'Khabar', Larijani, candidato nella città santa di Qom, ha ottenuto oltre il 75% dei consensi, mettendo così un'ipoteca sulla presidenza del Parlamento, finora guidato da un fedelissimo di Ahmadinejad, Gholam Ali Hadad Adel. Larijani appartiene al gruppo dei cosiddetti "revisionisti", conservatori vicini al grande ayatollah Ali Khamenei ma sempre più scontenti delle politiche di Ahmadinejad: le manovre economiche del presidente, infatti, secondo i suoi detrattori, avrebbero provocato il rapido aumento dell'inflazione, principale preoccupazione per tutti gli iraniani.
La più grande incognita in queste elezioni era l’affluenza che si preannunciava molto bassa. Le autorità iraniane, però, hanno fatto sapere che invece l’ affluenza alle urne è stata discreta, “pari al 65% dei 44 milioni di aventi diritto al voto” ha dichiarato un funzionario, quindi molto maggiore rispetto a quattro anni fa. E infatti le autorità hanno parlato addirittura di partecipazione "gloriosa" annullando qualsiasi critica occidentale nei confronti della repubblica islamica. Questo, si legge sull’agenzia Ap, anche per difendersi dalle accuse degli Stati Uniti che, a causa dell’ esclusione dalle liste di molti esponenti del fronte riformista, ha parlato di “elezioni truccate”.
In giornata dovrebbero essere resi noti i risultati relativi alle città medie e piccole, mentre per quanto riguarda Teheran si dovrà aspettare qualche giorno, anche se la vittoria andrà senz’altro ai conservatori. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, prima di votare, ha ottenuto l'aperto sostegno dell'ayatollah Ali Khamenei. L'appoggio del leader religioso, guida suprema del paese, è fondamentale anche in vista delle presidenziali l'anno prossimo.
15 / 03 / 2008