Gli esuli di Cuba: festa in tono minore
di Anna Toro
Little Havana. Come arriva la notizia i cubani di Miami si fermano per un momento. Fidel “renuncia al poder” si sente alla radio. Il Comandante Castro, dopo 50 anni, lascia il potere. Nella Little Havana d’America sembra stia per esplodere la festa, bandiere di Cuba iniziano a spuntare dalle finestre, si brinda, si canta. Ma la reazione alla notizia è in realtà misurata. “Non cambierà niente” è infatti il pensiero più diffuso tra gli anticastristi. “Bisogna aspettare a entusiasmarsi – dicono – sino al momento in cui ci saranno libertà di pensiero e di parola, sino a quando i detenuti politici non saranno liberati”. La fiducia nel fratello di Fidel, Raul, che molto probabilmente sostituirà il Lider Maximo, è pari a zero.
Il grande esodo. Con una comunità formata da circa 600 mila persone, è la Florida la patria scelta dagli esuli cubani per costruirsi una nuova vita dopo il rovesciamento della dittatura sanguinaria di Batista. Dopo la rivoluzione del 1959, infatti, coloro che erano contrari all’avvento di Castro cominciarono ad arrivare in massa nella vicina penisola: erano più che altro persone che con la dittatura di Batista e con gli americani avevano intrattenuto stretti rapporti (era diffusa la convinzione che il nucleo dell’opposizione in esilio fosse costituito da elementi di estrema destra, da violenti, da malviventi e mafiosi che si erano arricchiti, con la prostituzione e il gioco d’azzardo, ai tempi della dittatura di Batista, e che fossero in combutta con la Cia per uccidere o rovesciare Castro). Ad essi seguirono anche numerosi galeotti, incoraggiati da Castro a lasciare Cuba. Solo nel 1965, più di 100.000 cubani arrivarono con i voli della libertà, effettuati due volte al giorno, fra L'Avana e Miami. La città accolse gli esuli, molti dei quali si stabilirono nel quartiere di Riverside, che da allora prese il nome di Little Havana. La comunità ispanica cominciò a diventare predominante e lo spagnolo ad essere la lingua più comune. Alla fine degli anni ’70 Castro concesse la libertà di andarsene da Cuba a tutti coloro che ne sentivano il bisogno, e infatti, nel 1980 Miami fu protagonista del più grande esodo della storia americana: un'unica flottiglia di piccole imbarcazioni approdò sulle rive della Florida trasportando 150.000 esuli provenienti da Cuba.
Piede bagnato/piede asciutto. I cubani arrivati sulle coste statunitensi avevano diritto, dopo almeno un anno di permanenza, alla green card, ovvero il permesso di soggiorno permanente. Ma ad un certo punto si sentì il bisogno di regolare questi flussi migratori e nel 1994, per prevenire altri esodi di massa, l'amministrazione Clinton annunciò un significativo cambiamento nella politica americana: gli esuli intercettati in mare non sarebbero stati accolti negli Stati Uniti, ma presi in custodia dalla Guardia Costiera e portati presso le istallazioni militari americane di Guantanamo e Panama. Nei primi otto mesi del 1994, oltre 30.000 cubani furono portati nei campi d'accoglienza fuori dagli Stati Uniti ed in seguito rimpatriati. Nei secondi anni '90 Stati Uniti e Cuba firmarono ulteriori accordi tesi a normalizzare le migrazioni fra i due paesi: si ottenne l'ufficializzazione della nuova politica americana nei confronti dei rifugiati e l'impegno, da parte di Cuba, di fermare le eventuali imbarcazioni dirette in Florida e di non perseguire i rimpatriati. Chi però riusciva, nonostante i controlli, ad arrivare sulla terra ferma, aveva il diritto di avere il permesso di soggiorno: è la politica del cosiddetto wet foot/dry foot ( piede bagnato-piede asciutto), che ha suscitato non poche polemiche e ribellioni da parte della comunità cubano-americana in Florida.
Pensando al futuro. Cosa faranno gli esuli ora che Castro non è piu’ capo di Stato? Per ora hanno cominciato a far piovere su di lui le richieste di estradizione congelate fino ad ora. Nei tribunali di Miami, infatti, sono state presentate diverse denunce contro il lider maximo, tutte messe in stand-by per l’impossibilità di processare un governante nel pieno esercizio del suo potere. L’ associazione di esuli cubani, ‘Fratelli in soccorso’ ad esempio, chiederà ora l’apertura di un procedimento contro Fidel per l’abbattimento di due aerei in cui persero la vita quattro piloti, due dei quali statunitensi. I velivoli furono abbattuti da Mig cubani mentre partecipavano alle operazioni di soccorso dei ‘balseros’ (la “balsa” è la zattera) che cercavano di raggiungere gli Stati Uniti a bordo di zattere.
23 / 02 / 2008
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