Haniyeh, condizioni per tregua con Israele
Abu Mazen proporrà un referendum
di Anna Toro
Fine delle operazioni militari israeliane nella Striscia, revoca delle sanzioni economiche e apertura dei confini del territorio: sono le condizioni che il capo del governo di Hamas nella Striscia di Gaza Ismail Haniyeh ha posto per una tregua con Israele. "Stiamo parlando di una tregua completa e reciproca, e ciò significa che il nemico dovrà rispettare pienamente i suoi obblighi" ha affermato Haniyeh. "Gli israeliani devono fermare le incursioni, gli assassinii e le invasioni, revocare le sanzioni e aprire i confini". La tregua, si legge su Reuters e Ap, dovrebbe riguardare non solo la Striscia di Gaza ma tutti i territori occupati della Cisgiordania. “Noi non vi abbandoneremo – ha detto Haniye - un'aggressione contro di voi è un'aggressione contro di noi”.
Da qualche settimana le trattative per una tregua tra Israele e Gaza sono condotte tramite la mediazione dell’Egitto. Il portavoce del governo israeliano Mark Regev non nega che questo cessate il fuoco si possa raggiungere ma solo a una condizione: “Potremmo raggiungere la calma solo se cesseranno i lanci di razzi dalla Striscia a Israele, se Hamas cesserà i suoi atti di terrorismo contro gli israeliani e se si smetterà di introdurre illegalmente armi all’interno di Gaza” ha detto.
Intanto il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen ha fatto sapere ieri da Amman che, nel caso si riuscisse a raggiungere un accordo di pace definitivo con Israele, questo “verrà sottoposto ad un referendum popolare nei Territori palestinesi”. La notizia, scrive l'Ap, è stata ripresa oggi dal quotidiano al-Ayyam di Ramallah. "Il negoziato israelo-palestinese in corso è una occasione eccezionale che non deve essere sprecata” ha dichiarato Abu Mazen. Secondo il presidente dell’Anp è vitale che si raggiunga la pace entro il 2008, anche se poi ha affermato che una "parte" non meglio precisata nel governo israeliano starebbe sabotando la trattativa in corso, lasciando intendere che si tratta del ministro della Difesa Ehud Barak.
Il leader palestinese non ha mancato di criticare la lotta armata condotta dai militanti legati in particolare ad Hamas. "Questi gruppi parlano di resistenza, ma non e' certo resistenza un attacco suicida o il lancio di razzi contro Israele. Tutto cio' non ha portato alcun beneficio alla popolazione palestinese", ha spiegato. Ma ha comunque escluso azioni di forza per riportare la Striscia di Gaza, ora nelle mani del movimento islamico, sotto il controllo dell'Anp. Abu Mazen ha infine chiesto la scarcerazione di Marwan Barghuti, l'alto dirigente del partito Fatah, detenuto in Israele dal 2002, considerato da molti l'esponente palestinese piu' popolare nei Territori.
12 / 03 / 2008
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