Iran:
di Anna Toro
Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha detto oggi che l’Iran “non negozierà più con alcuno” riguardo al suo programma nucleare. Lo rende noto Irna, l’agenzia stampa ufficiale dell’Iran. Ahmadinejad respinge così la terza serie di sanzioni approvata ieri dal Consiglio di sicurezza dell’Onu nei confronti della Repubblica Islamica, e ha affermato anzi che le nuove sanzioni dell'Onu sul programma nucleare del suo Paese mancano di credibilità dal punto di vista legale. “La questione è ormai chiusa” ha detto, rispondendo alla proposta del Consiglio di Sicurezza che ha chiesto al responsabile della politica estera della Ue, Javier Solana, di avere nuovi colloqui con il capo negoziatore iraniano, Said Salili. E ha aggiunto: “d’ora in poi avremo colloqui solo con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) nell'ambito del Trattato di non proliferazione nucleare”.
La risoluzione dell’Onu, la terza, numero 1803, ha ottenuto 14 voti a favore e nessuno contrario. Un solo stato, l'Indonesia, si è astenuto. Russia e Cina, fa sapere la Reuters, si sono dimostrate tiepide di fronte a misure severe nei confronti dell'Iran, rispetto all'Unione europea, e soprattutto rispetto agli Stati Uniti, che temono che il Paese stia lavorando a una bomba atomica.
La risoluzione impone ulteriori limitazioni finanziarie e di spostamento agli abitanti e alle società iraniane, inasprendo un divieto sul commercio di beni per uso sia civile che militare. Gli analisti europei presenti in Iran hanno detto che è diventato sempre più difficile per le società iraniane e per le compagnie occidentali stringere degli accordi e aprire lettere di credito per importare nella nazione. Teheran, però, è ancora decisa ad ignorare le sanzioni. “Se avessimo avuto davvero difficoltà nell’aprire crediti con queste società - ha detto all'agenzia Isna il ministro dell’Economia iraniano Davoud Danesh-Jafari - il volume degli investimenti nel Paese non sarebbe cresciuto come invece ha fatto rispetto allo scorso anno”.
05 / 03 / 2008