Iraq, giornalista uccisa a Mosul
di Anna Toro
Una giornalista irachena è stata uccisa oggi a Mosul, nel nord del Paese, in un agguato di uomini armati. Si tratta della trentaseienne Sarwah Abdul-Wahab, giornalista free lance della 'Murasilon News Agency' di Baghdad. Lo rende noto l'Adnkronos. Stando a quanto riferito dalla polizia, la donna si stava recando al lavoro in taxi, quando è stata intercettata da uomini armati che l'hanno trascinata fuori dalla macchina e l'hanno uccisa a sangue freddo con un colpo di pistola alla testa.
Fonti dell'associazione Ijrda, che difende i diritti dei giornalisti iracheni, hanno riferito che la Wahab temeva per la sua vita dopo essere stata minacciata e aveva denunciato di essere seguita. In passato, si legge sempre sull' Adnkronos, la giornalista aveva lavorato per un'emittente tv locale di Tikrit per un anno, ma poi era tornata a lavorare a Mosul per ragioni di sicurezza.
Secondo il Comitato di tutela dei giornalisti (Cpj) di New York l'Iraq risulta essere il posto più pericoloso al mondo per i giornalisti. dall'inizio della campagna anglo-americana a marzo del 2003, sono stati uccisi 127 giornalisti, tra iracheni e corrispondenti esteri. Con Sarwah Abdul-Wahab il conto sale a 128. Ed è soprattutto Mosul la città dove i giornalisti rischiano di più, città ritenuta dagli ufficiali americani e iracheni l’ultima fortezza urbana dei militanti di al Quaeda. E infatti, scrive l’Afp, sono molti gli operatori dell’informazione che evitano di rivelare la propria professione per paura di essere uccisi o rapiti. La maggior parte dei giornalisti uccisi sono stati presi di mira dai gruppi di insorti o dalle milizie, che mal vedevano la loro copertura o il giornale per cui lavoravano. Altri sono morti in mezzo a sparatorie.
04 / 05 / 2008