Iraq: tregua tra governo e milizie di al-Sadr
di Anna Toro
Il governo iracheno ha firmato oggi una tregua con il movimento del religioso sciita Moqtada al-Sadr per porre fine agli scontri fra le sue milizie(il cosiddetto Esercito del Mehdi) e le forze di sicurezza regolari a Sadr City, il sobborgo sciita alla periferia nord-orientale di Baghdad che costituisce la roccaforte in città dell'imam radicale. Lo rende noto la Reuters.
L'accordo è stato reso noto a Najaf, città santa sciita nell'Iraq centro-meridionale dove l'imam integralista ha il proprio quartier generale, dal suo portavoce, sceicco Salah al-Obeidi, e dovrebbe entrare in vigore tra stanotte e domani. A confermare la firma della tregua, anche il portavoce del governo Ali al-Dabbagh, che ha detto: "Il primo ministro Nuri al-Maliki ha approvato l'accordo. Il governo iracheno chiede a tutte le parti di rispettare l'accordo, di restare calme e di dimostrare capacità di autocontrollo".
Obeidi, si legge sull’Agi, è entrato nel dettaglio del documento e ha spiegato che è stato siglato al termine di colloqui tra delegazioni del movimento sadrista e del governo: quattordici i punti discussi, ma soltanto su dieci di essi è stato trovato un compromesso, elemento che rischia di lasciare aperta la porta a una nuova rottura tra le parti. Il portavoce di Sadr ha precisato tuttavia che, "tra i punti concordati", nessuno prevede un eventuale "scioglimento" dell'Esercito del Mehdi. E ha aggiunto: “Cesseremo il fuoco, non compariremo più armati in pubblico e riapriremo tutte le strade che portano a Sadr City”.
Il documento prevede anche un completo arresto di tutte le attività militari da parte dell'esercito iracheno per quattro giorni. Le forze di sicurezza governative potranno sì effettuare incursioni e ricercare i latitanti, ma “nel rispetto dei principi che regolano i diritti umani". Il gruppo radicale ha in effetti più volte accusato polizie e militari iracheni di perseguitare i suoi seguaci, arrestandoli a caso pur senza addebiti specifici. Obeidi nel suo intervento non ha fatto menzione dei soldati statunitensi i quali, da parte loro, hanno detto di non essere a conoscenza di alcun accordo di tregua.
Intanto gli scontri sono proseguiti anche oggi eil bilancio delle vittime delle battaglie delle ultime 24 ore fra le due fazioni è di 19 morti e di 116 feriti. Lo rende noto ancora la Reuters. Tra i feriti, secondo quanto riferito da funzionari degli ospedali, ci sarebbero anche donne e bambini. Dal 25 marzo scorso, quando ripresero su larga scala i combattimenti nella roccaforte degli integralisti sciiti, le persone rimaste uccise ammontano ormai a diverse centinaia.
10 / 05 / 2008