Iraq, video di un ostaggio britannicoI rapitori chiedono uno scambio
di Anna Toro
Un video con le immagini di uno dei cinque ostaggi britannici rapiti otto mesi fa e detenuti in Iraq da un gruppo sciita è stato diffuso oggi dalla tv satellitare Al Arabiya. “Mi chiamo Peter Moore e sono prigioniero qui da quasi otto mesi", dice l'ostaggio che chiede al premier britannico Gordon Brown di adoperarsi per la scarcerazione di nove iracheni di cui i sequestratori pretendono la liberazione.
L’autenticità del video, si legge nell’agenzia stampa Afp, non è stata subito verificata ma a Londra ha suscitato subito diversi dubbi. Da uno studio del logo che appare durante il filmato, i sequestratori sembrerebbero appartenere al gruppo noto in Iraq come Resistenza Islamica Sciita. I rapitori chiedono la liberazione di nove iracheni catturati, dicono, un anno fa. “Ci appelliamo a voi, popolo britannico e non al vostro governo o alla vostra regina la quale, se Peter Moore fosse stato suo figlio o un membro della sua famiglia, non avrebbe atteso nemmeno un’ora per cercare di liberarlo” è detto nel comunicato dei rapitori.
“Condanniamo la realizzazione di video come questi che mettono enormemente in agitazione le famiglie di chi è coinvolto” ha detto un portavoce del Foreign and Commonwealth Office, che ha aggiunto: “Il nostro pensiero è con loro in questi momenti difficili. E’ urgente lavorare affinché gli ostaggi vengano rilasciati subito sani e salvi. Siamo in stretto contatto con le autorità irachene e stiamo facendo il possibile perché il rilascio avvenga al più presto. Non importa quale sia il motivo, rapire delle persone non è mai giustificabile”.
Gli ostaggi sono stati sequestrati il 29 maggio scorso: si tratta di un dirigente e delle sue quattro guardie del corpo. I loro nomi non sono stati resi noti per motivi di maggior sicurezza. In giugno il generale capo delle truppe americane in Iraq David Petraeus, aveva detto in un’intervista al Times che gli ostaggi erano stati rapiti da un gruppo finanziato, addestrato e armato dall’Iran. Aveva aggiunto anche che c’erano già stati diversi tentativi di liberarli e di identificare i rapitori come una cellula segreta delle armate Mahdi, la milizia sciita che fa capo al leader Moqtada al-Sadr.
26 / 02 / 2008