Israele in stato di allerta ai confini con GazaOlmert vola in Giappone, incontrerà la Rice
di Anna Toro
Israele ha innalzato lo stato di allerta militare nella zona limitrofa a Gaza per far fronte al rischio che Hamas cerchi di forzare l'isolamento della Striscia nel timore che migliaia di palestinesi possano marciare verso i valichi per protestare contro l’isolamento e le sanzioni economiche, come avvenuto a Rafah alla frontiera con l'Egitto il mese scorso. Stando a quanto riferito dai media israeliani, secondo Israele Hamas starebbe pianificando una simile azione diretta verso il proprio confine. Ieri Hamas ha chiesto all'opinione pubblica internazionale, in particolare nel mondo arabo, l'organizzazione di manifestazioni popolari di protesta contro l'isolamento di Gaza.
Intanto Israele ha già rinforzato la zona: ogni tratto di confine è controllato mediante telecamere fisse. I soldati hanno ordine di fermare mediante intimazioni chiunque cerchi di infiltrarsi in Israele. Qualora ciò non bastasse, possono fare ricorso a gas lacrimogeni, a proiettili rivestiti di gomma e anche a munizioni vere, ma vi è il timore che le manifestazioni di Hamas, se davvero avranno luogo, vedranno in prima fila donne e bambini. Haaretz parla infatti del timore, da parte dei vertici israeliani, che l'esercito sia costretto a una repressione di massa, che comporterebbe diverse vittime civili. Un portavoce militare ha comunque affermato che l'esercito è "pronto ad affrontare qualsiasi manifestazione organizzata dei palestinesi".Intanto oggi sono proseguiti i lanci di razzi Kassam da Gaza verso Israele. Nella zona di Sderot ne sono caduti cinque, senza provocare vittime.
Il primo ministro israeliano Olmert si appresta invece ad andare in Giappone per concludere un accordo commerciale: qui però, riferisce sempre Haaretz, incontrerà il segretario di Stato americano Condoleeza Rice che ha chiesto un colloquio con lui per parlare proprio della crisi umanitaria a Gaza e della situazione dei colloqui di pace tra Israele e l’Autorità palestinese di Mahmud Abbas.
24 / 02 / 2008