Gaza: feriti tre palestinesi al confine
L'Egitto continua l'opera di mediazione
di Anna Toro
Tre palestinesi sono rimasti feriti oggi da soldati israeliani appostati al confine con la parte sudorientale di Gaza. I soldati avrebbero aperto il fuoco contro le loro abitazioni oggi in tarda mattinata. Lo riferiscono testimoni palestinesi. Dalla loro base, che si trova al valico di Kissufim, ad est della città di Khan Younis nella Striscia, avrebbero colpito con particolare intensità la casa di un combattente palestinese ucciso nell'area tre giorni fa ferendo appunto tre persone. I testimoni riferiscono anche che le ambulanze sono arrivate con notevole ritardo a causa degli sbarramenti di fuoco da entrambe le parti, soprattutto non appena i palestinesi hanno cominciato a rispondere al fuoco dei soldati israeliani. La zona è stata teatro di un attentato dinamitardo contro una pattuglia dell'esercito israeliano la settimana scorsa: i militanti palestinesi avevano colpito una jeep dell'esercito uccidendo un soldato e ferendone gravemente un secondo, che oggi però è deceduto per le conseguenze delle ferite riportate.
Questo potrebbe compromettere la “tregua di fatto” in atto da 24 ore a Gaza per “agevolare i negoziati in corso" dal fine settimana che palestinesi, egiziani ed israeliani stanno portando avanti per giungere ad un vero e proprio accordo di "cessate il fuoco": lo hanno detto all'Ansa fonti palestinesi dalla citta' di Gaza. Che però hanno aggiunto: “Non c’è ancora nulla di definitivo. Basta nulla per far saltare tutto”.
Amos Gilad, ufficiale israeliano del ministero della Difesa, ha incontrato oggi il capo dell’intelligence egiziana, il generale Omar Suleiman per discutere sull’andamento della crisi nella Striscia di Gaza e dei colloqui tra i vertici egiziani e il movimento di Hamas. Lo rende noto il portavoce ufficiale egiziano Suleiman Awwad all’agenzia Ap, senza però aggiungere ulteriori particolari sui colloqui. L’Egitto ha avuto diversi incontri con Hamas per sondare le acque sulla possibilità di una tregua tra il movimento islamico e Israele. Le condizioni sono però sempre le stesse: Israele non attaccherà più i militanti solo se Hamas smetterà di lanciare razzi sulle città israeliane al confine con Gaza. Hamas sta trattando anche per la riapertura del valico egiziano di Rafah. Israele fino ad ora si è rifiutata di commentare queste trattative egiziane, ma il fatto che Gilad si sia recato in Egitto fa pensare che Gerusalemme stia comunque considerando l’idea di una tregua.
09 / 03 / 2008