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Kenya, firmato l'accordo per la pace

di Fabio Pireddu

Il presidente keniano Mwai Kibaki e il leader dell'opposizione Raila Odinga hanno firmato l'accordo per porre fine ai disordini e alle violenze scoppiate in Kenya da dicembre. Nonostante i problemi degli ultimi giorni e il rischio di un ritorno della paura nel paese, le due parti sono riuscite ad accordarsi per trovare una soluzione alla situazione di stallo nel governo del paese.

Il punto su cui si erano fermati i colloqui di pace riguardava la carica di Primo Ministro, che i seguaci di Odinga volevano dotata di poteri maggiori rispetto a quelli che i rappresentanti del presidente Kibaki gli avrebbero assegnato. La mediazione dell'ex segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, è riuscita a far tornare le due fazioni al tavolo delle trattative e a portare i colloqui a buon fine.

Nei prossimi giorni i due partiti formeranno un nuovo governo dove i posti di ministro saranno equamente divisi. La carica di Primo Ministro sarà affidata a Odinga, che verrà affiancato da due vice, mentre Kibaki rimarrà presidente. “Il lavoro di riconciliazione e ricostruzione nazionale – ha detto Kofi Annan – non è affidato solo ai capi dei due partiti. Deve essere portato in ogni quartiere e in ogni villaggio del paese. Chiamo tutti i keniani a sostenere questo processo, affinchè il Kenya possa di nuovo diventare l'ispirazione morale e il motore economico di tutta l'Africa”.

Le sommosse di gennaio hanno messo a repentaglio la sicurezza di gran parte della popolazione keniana, a causa degli scontri etnici che portarono alla morte di oltre mille persone e alla fuga dalle proprie abitazioni di altre 300 mila. I disordini erano scoppiati dopo le elezioni del 27 dicembre, vinte dal presidente Mwai Kibaki ma contestate dal capo dell'opposizione Raila Odinga, leader dell'Orange Democratic Movement (Odm), che aveva accusato Kibaki di aver truccato le votazioni.

28 / 02 / 2008


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