Kosovo, il caso approda all'Onu
Consiglio di sicurezza discute sul riconoscimento
di Fabio Pireddu
La Serbia ha promesso martedì di di non minare la fragile economia del Kosovo con un embargo, nonostante la dura opposizione alla dichiarazione di indipendenza della regione a maggioranza albanese. “È nel nostro vitale interesse che tutte le comunità del Kosovo prosperino – ha detto il ministro degli Esteri serbo, Vuk Jeremic, al Consiglio di sicurezza dell'Onu - che prosperino in pace, sicurezza e riconciliazione con i vicini in una società speranza e perdono”.
Prima della dichiarazione di indipendenza del Kosovo, Belgrado aveva minacciato l'uso di ritorsioni economiche e politiche e diplomatiche. “Questo significa che la Serbia non ha intenzione di imporre nessun embargo, e che abbiamo una chiara politica che non prevede l'uso della forza”.
Il consiglio di sicurezza dell'Onu si è riunito oggi per discutere della dichiarazione di indipendenza del Kosovo, regione sulla quale gli Stati membri del consiglio erano fermi a un punto morto, a causa del disaccordo tra la Russia, contraria all'indipendenza del Kosovo, e Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, che sostenevano la regione a maggioranza albanese.
Non tutti i paesi europei avevano riconosciuto fin dall'inizio l'indipendenza del Kosovo. Tra questi la Spagna, che temeva l'emulazione da parte delle proprie minoranze regionali. Proprio l'atteggiamento da tenere nei confronti dell'Unione Europea, ha causato la caduta del governo serbo guidato da Kostunica. Il primo ministro voleva l'interruzione di tutti i rapporti con i paesi europei che avessero riconosciuto ufficialmente il Kosovo, mentre il presidente Tadic, principale alleato del partito di Kostunica, preferiva mantenere la linea morbida.
11 / 03 / 2008