Kosovo, Italia riconosce l'indipendenza
di Fabio Pireddu
Il governo italiano ha ufficialmente riconosciuto l'indipendenza del Kosovo. Durante una riunione del Consiglio dei ministri, l'esecutivo ha autorizzato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema a rispondere positivamente alla lettera arrivata dal Kosovo nei giorni scorsi. L'unico a votare contro è stato il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero. Nella lettera, spedita a tutti i paesi nei giorni successivi alla dichiarazione di indipendenza di domenica, il governo del Kosovo chiede un riconoscimento della propria sovranità. La Serbia ha già richiamato il proprio ambasciatore.
“Come già diversi Paesi europei hanno fatto e altri si accingono a fare – ha dichiarato in una conferenza stampa D'Alema – anche l'Italia riconosce il Kosovo. E' nota la posizione del governo italiano che adesso si formalizza in una mia lettera alle autorità kosovare che prende atto e che annuncia che, sulla base della Convenzione di Vienna, noi stabiliamo con il Kosovo normali relazioni con la nomina di un incaricato di affari, in attesa che possa essere successivamente nominato l'ambasciatore”.
Il ministro Ferrero parla, invece, di precedente pericoloso e di violazione del diritto internazionale, non essendoci ancora un parere favorevole dell'Onu. L'esponente del Prc aggiunge: “Sul piano concreto è del tutto evidente che quello è un terreno di scontro fra Russia e Stati Uniti che rischia di destabilizzare non solo l'area. Infine io penso che quello stato non abbia le risorse per il suo funzionamento. Dovrà essere alimentato dall'esterno e io temo che continueranno ad esserci grandi traffici di droghe che passeranno di lì”.
La reazione di Belgrado è giunta immediatamente. Dopo l'invio di una nota formale di protesta nei confronti di Roma, il ministro degli esteri serbo, Vuk Yeremic, ha confermato il richiamo immediato per consultazioni dell'ambasciatore in Italia, signora Sanda Raskovic-Ivic, in segno di protesta contro il riconoscimento italiano della indipendenza unilaterale del Kosovo.
21 / 02 / 2008