L'Egitto media per tregua a Gaza
di Anna Toro
L'Egitto sta cercando di convincere Hamas ad accettare una tregua che porti alla sospensione del lancio di razzi in territorio israeliano, nel tentativo di mettere fine alle violenze nella Striscia di Gaza e di salvare i negoziati di pace tra israeliani e palestinesi.
Delegazioni di Hamas e del gruppo della Jihad islamica (guidate rispettivamente da Mahmud al-Zahar e da Mohammed al-Hindi) hanno varcato oggi il valico di Rafah tra la Striscia di Gaza e l'Egitto per “discutere della situazione a Gaza con dirigenti egiziani a El-Arish", cittadina nel nord del Sinai. Lo rende noto una fonte della sicurezza egiziana. Secondo quanto riferito da fonti palestinesi all’agenzia Ap, il presidente palestinese Abu Mazen avrebbe proposto un piano per il cessate-il-fuoco in base al quale Hamas si deve impegnare a sospendere il lancio di razzi verso Israele. In cambio lo stato ebraico dovrà interrompere l'attività militare nella Striscia e allentare il blocco a Gaza. Il piano è stato appoggiato anche dal segretario di Stato americano Condoleeza Rice che ieri ha concluso la missione nella regione ottenendo dal premier israeliano Ehud Olmert e dal leader palestinese Abu Mazen l'impegno a riprendere i colloqui di pace e ad archiviare l’operazione militare attuata pochi giorno fa da Israele nei confronti di Gaza.
L’Egitto, che in tutto questo si propone come mediatore, ha intanto riaperto da domenica il valico di Rafah, al confine con la Striscia di Gaza, per permettere l’accesso ai feriti palestinesi dei giorni scorsi. Secondo l'agenzia di stampa statale egiziana Mena, tra ieri e oggi sono entrati in Egitto circa 150 palestinesi feriti dai soldati israeliani nell'ultima settimana. L’agenzia fa sapere anche che la Croce rossa egiziana ha inviato 50 autocarri di prodotti alimentari e medicinali per aiutare i residenti di Gaza sotto l’embargo israeliano.
06 / 03 / 2008