La Russia si oppone all'indipendenza del Kosovo
di Anna Toro
“E’ una una violazione di uno dei principi fondamentali del diritto internazionale”. Così recita la dichiarazione congiunta con la quale il parlamento russo ha condannato oggi la proclamazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo. Lo ha reso noto il presidente della Duma (la Camera bassa del parlamento russo) Boris Grislov, che ha affermato: “Con l'autoproclamazione di indipendenza da parte del Kosovo, tutta la comunità internazionale si trova davanti ad un precedente pericoloso”.
Mosca, schierandosi completamente con Belgrado, preme affinchè i militari delle missioni Onu e Nato “annullino le decisioni degli organi locali di Pristina”, mentre il ministero degli esteri russo chiede una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e continua a ribadire che questa autoproclamata indipendenza del Kosovo “viola la sovranità della Repubblica serba, lo statuto dell'Onu, la risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, i principi della carta di Helsinki, il quadro costituzionale del Kosovo e gli accordi del gruppo di contatto per l'ex Jugoslavia” (Russia, Usa, Italia, Gran Bretagna, Francia e Germania).
Putin continua dunque con il suo pressing diplomatico. Nei giorni scorsi aveva ammonito che Mosca avrebbe «reagito per proteggere i suoi interessi», in caso di un riconoscimento dell'indipendenza kosovara da parte dell'Occidente, ma intanto il temuto effetto domino è già cominciato, con le repubbliche separatiste georgiane di Abkhazia e Ossezia del sud che ora esigono l'ufficializzazione di una indipendenza proclamata 17 anni fa.
18 / 02 / 2008