MO: ucciso il presunto mandante
della strage nella scuola rabbinica
di Anna Toro
Le forze israeliane hanno aperto il fuoco su una macchina vicino a Betlemme, nella West Bank, uccidendo quattro militanti palestinesi. Gli ufficiali della Sicurezza palestinese, si legge su Reuters e Ap, riferiscono che una delle vittime era il comandante della Jihad Islamica, Mohammed Shehadeh, altre due vittime facevano parte dello stesso gruppo mentre la quarta era membro delle Brigate dei Martiri di al-Aqsa, una cellula violenta vicina a Fatah, il partito del presidente dell’Anp Abu Mazen.
Mohammed Shehada è anche considerato il mandante dell'attentato del 6 marzo scorso contro un collegio rabbinico a Gerusalemme. I servizi segreti israeliani ritengono che Shehada sia stato il punto di riferimento in Cisgiordania del movimento libanese Hezbollah. L'uomo aveva avuto frequenti contatti con Ala Hisham Abu Dheim, il palestinese rimasto ucciso durante l'attacco al collegio. La casa di Shehada era stata circondata la sera stessa dell'attentato a Gerusalemme, ma l'uomo era riuscito a fuggire.
Nafez Azzam, uno dei leader della Jihad Islamica a Gaza, ha condannato il raid definendolo “la vera faccia dell’occupazione”, e ha aggiunto: “Le uccisioni proseguono mentre (gli Israeliani) stanno parlando della possibilità di una tregua, ma se pensano che la tregua significhi una resa dei Palestinesi, si sbagliano di grosso”.
Le radio israeliane danno una versione diversa dell’accaduto: affermano che sono stati i militanti palestinesi ad aprire per primi il fuoco sui soldati israeliani e che la loro auto era carica di armi ed esplosivi. Fanno sapere anche che i palestinesi uccisi erano nella lista israeliana dei ricercati dal 2000. L’esercito israeliano, tuttavia, non ha ancora commentato ufficialmente l’accaduto.
12 / 03 / 2008
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