Libano, due giorni di guerra civile
di Anna Toro
Secondo giorno di scontri a fuoco a Beirut dopo sciopero lo generale di ieri contro il carovita che, con il passare delle ore, è sfociato in violenze politiche e settarie. Il movimento sciita Hezbollah di opposizione al governo, e appoggiato da Iran e Siria, continua oggi la sua protesta nell'aeroporto internazionale di Beirut, alimentando le tensioni con il governo del Libano, appoggiato dagli Stati Uniti. Non si hanno ancora notizie precise di vittime anche se, stando all'Ansa, nella valle della Bekaa sei persone sono rimaste ferite. Altre fonti indicano che uno dei feriti, una donna, è deceduta successivamente.
La Mea, compagnia di bandiera libanese, ha sospeso tutti i voli in partenza fino alle 12 ora locale. I sostenitori di Hezbollah e i loro alleati, scrive la Reuters, hanno eretto delle barricate lungo le strade che conducono all'aeroporto (unico collegamento aereo tra il Libano e il resto del mondo) e sulle principali vie della capitale. Una fonte dell'opposizione, che ha chiesto di restare anonima, ha detto che le proteste andranno avanti finché il governo non ritirerà le proprie decisioni su atti che colpiscono Hezbollah, tra cui le azioni atte a smantellare la rete di telecomunicazioni del movimento come l'eliminazione del sistema di telecomunicazione indipendente creato da Hezbollah e delle telecamere che l'organizzazione sciita avrebbe installato nei pressi dell'aeroporto.
L’Apcom racconta anche di decine di persone che, giunte con autocarri e un bulldozer, hanno chiuso con blocchi di cemento il ponte Salim Salam. Fonti giornalistiche locali hanno riferito sempre ad Apcom che stamani scontri a fuoco sono divampati a Talbayya nella Valle della Bekaa. A Beirut invece centinaia di dimostranti legati a Hezbollah, si sono riuniti nel rione di Ras al Nabaa già teatro ieri di scontri tra musulmani sunniti militanti del Partito Mustaqbal di Saad Hariri e attivisti sciiti. A Tayyuneh, Barbur, Corniche Marza e Beshara Khoury sono state date alle fiamme automobili e cassonetti dei rifiuti.
Gli incidenti in corso si caratterizzano sempre più come uno scontro aperto tra musulmani sunniti, sostenitori del governo del premier Fuad Siniora e vicini al partito Mustaqbal, e i musulmani sciiti rappresentanti da Hezbollah. Secondo le fonti gli incidenti potrebbero andare avanti fino alla conferenza stampa che terràoggi il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Questi scontri rendono ancora più tesa la situazione libanese in quella che è la più grave crisi politica dalla fine della guerra civile (durata dal 1975 al 1990).
08 / 05 / 2008
scrivi al sito
ecodelmondo@gmail.com