Libano, il leader di Hezbollah Nasrallah:
"Non fermeremo i negoziati con Israele"
di Anna Toro
Ieri il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah, in occasione della fine del periodo dei 40 giorni di lutto islamico per l'assassinio di Imad Mughniyeh, il comandante militare del movimento sciita morto il 12 febbraio in un attentato a Damasco (attribuito al Mossad israeliano), ha annunciato che i negoziati mediati dalle Nazioni Unite con Israele per uno scambio di prigionieri continueranno. "Anche se Israele ha ucciso il pilastro della resistenza, non fermeremo i negoziati per lo scambio di prigionieri. Non li fermeremo per realizzare uno dei desideri del martire Imad Mughniyeh, e cioè vedere i prigionieri liberi tra i loro parenti e tra le persone amate” ha detto.
Lo Stato ebraico ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nell'omicidio ma anche ieri, scrive l’agenzia Ap, il capo di Hezbollah ha giurato di vendicare la morte del comandante. "Chi ha ucciso il nostro comandante deve essere punito. I killer devono essere puniti e lo saranno con la volontà di Dio", ha dichiarato Nasrallah che ha aggiunto: "Sceglieremo i tempi, il luoghi e il modo di punirlo". Ha anche ribadito che Israele può essere distrutto con queste parole: “L’entità sionista [Israele] può essere spazzata via dall’esistenza? Sì, mille volte sì”. Lo rende noto il quotidiano israeliano Ha’aretz. Nasrallah ha aggiunto che una nuova guerra israeliana contro il Libano, la Siria o anche l'Iran sarebbe improbabile: “Il ritiro dello Stato ebraico dal Libano nel 2000 e la vittoria di Hezbollah su Israele nel 2006 – ha detto – significa che una nuova guerra non è più così semplice".
Nella giornata di ieri, conclusione del periodo dei 40 giorni di lutto islamico per Imad Mughniyeh, erano previste tensioni a Beirut. La manifestazione è avvenuta a meno di 24 ore dalla convocazione del Parlamento per la nomina del presidente - il Libano e' senza capo dello stato dal 24 novembre – prevista per oggi ma gia' si annuncia il 17esimo rinvio della seduta a causa dei contrasti irrisolti tra maggioranza filo occidentale ed opposizione filo-siriana sulla formazione di un governo di unita' nazionale e la modifica della legge elettorale.
25 / 03 / 2008