Libano: Nasrallah minaccia
di Anna Toro
Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha dichiarato “guerra aperta” a Israele, in occasione dei funerali dell’ex comandante in capo delle milizie Hezbollah Imad Mughniyeh, morto lunedì in un esplosione: secondo il Partito di Dio a ordire l’assassinio sarebbe stato proprio Israele. “Se Israele vuole la guerra, guerra sia – ha detto – La guerra di luglio non è finita, va avanti e non è mai stata dichiarata una tregua. Il sangue di Imad Mughnieh contribuirà alla scomparsa dello Stato ebraico”.
Un salto di tono da parte del capo di Hezbollah (ben più radicale rispetto ad altre occasioni) che ha destato non poca preoccupazione in Israele. Lo Stato ebraico, dopo l'iniziale "no comment", ha rivendicato la propria totale estraneità all’attentato. In ogni caso non prende alla leggera le dure minacce di Nasrallah ed è perciò in massima all’erta: l’esercito, l’aviazione e la marina sono pronti a rispondere a un eventuale (e secondo loro tutt'altro che ipotetico) attacco di Hezbollah.
Intanto la tensione nella capitale del Libano è altissima: i funerali di Mughniyeh si stanno svolgendo in contemporanea con la commemorazione dell’assassinio dell’ex premier libanese Rafik Hariri, ucciso il 14 febbraio del 2005 (in un attentato di cui i libanesi hanno sempre incolpato la Siria). Migliaia di sostenitori del governo si sono ritrovati oggi in una Beirut bagnata dalla pioggia ma soprattutto blindatissima, presidiata da circa diecimila poliziotti, oltre che da soldati e da carri armati. Finora, però, non ci sono stati scontri.
14 / 02 / 2008