Libano: omicidio Mughniyah, Hezbollah accusa Israele
di Anna Toro
E’ saltato in aria lunedì sera mentre era nella sua macchina in un quartiere residenziale di Damasco il vice segretario generale di Hezbollah Imad Mughniyah. Nome di battaglia Hajj Radwan (“il pellegrino sobrio”), Mughniyah è, secondo il quotidiano israeliano Haaretz, il libanese sciita più ricercato da Israele, più dello stesso capo del Partito di Dio Hassan Nasrallah . Secondo Hezbollah, a uccidere Mughniyah sarebbe stato proprio il Mossad (i servizi segreti dello Stato ebraico). In un comunicato trasmesso dalla tv di Hezbollah Al Manar, il leader ucciso viene infatti definito “un martire per mano degli israeliani sionisti”.
Israele, per bocca del portavoce dell'ufficio del primo ministro, Mark Regev, risponde con un secco “No comment”. L’omicidio Mughinyeh è il primo grande attacco a un leader Hezbollah dal 1992 quando un elicottero uccise l'allora leader Sheik Abbas Mussawi nel Libano meridionale.
Nato nel 1962, Mughniyah era considerato “l'ingegnere della guerra di luglio” contro Israele del 2006. Era considerato anche un super-terrorista dagli Usa (è sulla lista Fbi con una taglia da 25 milioni di dollari) perchè accusato di essere la mente dell'esplosione della sede dell'ambasciata Usa a Beirut nel 1982. Contro di lui esiste anche un mandato di cattura spiccato dall'Interpol per gli attentati che nel 1992 e 1994 distrussero a Buenos Aires prima l'ambasciata israeliana e poi il centro ebraico Amia, causando oltre cento vittime.
14 / 02 / 2008
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