Medio Oriente, appello del Quartetto:
"Israele fermi costruzione insediamenti"
di Anna Toro
Conflitto israelo-palestinese e nucleare iraniano: di questo hanno parlato i ministri degli esteri del cosiddetto “Quartetto di Madrid” di cui fanno parte Usa, Russia, Ue e Onu che si sono incontrati oggi a Londra in una riunione a margine della conferenza per lo sviluppo degli investimenti nei Territori (conferenza inaugurata il primo maggio da Gordon Brown e dal suo predecessore Tony Blair, attuale ‘inviato speciale’ del Quartetto per il Medio Oriente).
Per l’occasione le ong britanniche hanno chiesto a Israele di revocare il blocco della Striscia di Gaza e hanno fatto inoltre pressioni sui membri del Quartetto affinché, come riporta il quotidiano britannico The Guardian, il cessi di dimostrarsi "compiacente" con lo Stato ebraico ed eserciti invece "la massima pressione diplomatica". "Abbiamo bisogno del combustibile e degli aiuti umanitari per scongiurare un disastro umanitario" ha detto la Oxfam, confederazione di 13 organizzazioni non governative che lavorano con 3.000 partners in più di 100 paesi contro povertà e ingiustizia.
Sul tema è intervenuto anche il ministro delle Finanze palestinese, Salam Fayyad, secondo il quale i progressi nel percorso di pace in Medio Oriente non possono che passare, oltre che per una maggiore libertà di movimento in Cisgiordania, per la rinuncia, da parte di Israele, di persistere sulla strada dell’edilizia negli insediamenti. "Sfortunatamente – ha detto – negli ultimi cinque mesi Israele ha fatto poco". E ha anche aggiunto che al 26 aprile si contavano oltre 600 tra checkpoint, blocchi stradali e barriere fisiche.
L’appello è stato raccolto dal Quartetto che ha lanciato un monito a Israele "affinche' congeli la costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania". Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, infatti, la popolazione di Gaza avrebbe già oltrepassato la soglia oltre la quale vi sono rischi di denutrizione, con il 66% dei salari dedicata all'acquisto di cibo (il 5% in più di quanto non accada in Somalia): una situazione, si legge ancora su Ap, che rende i palestinesi specialmente vulnerabili di fronte alla crisi alimentare che ha causato un forte rialzo dei prezzi. Secondo quanto si legge sull’agenzia Ap, però, non sembra che il Quartetto sia in ogni caso disposto a rinunciare alla strategia di boicottare l'organizzazione estremista di Hamas, alla quale viene attribuita parte della responsabilità per l'attuale crisi nella Striscia.
Intanto il segretario di Stato americano , Condoleezza Rice, arrivando a Londra ha detto (pur senza menzionare alcun Paese nel concreto) che "è importante che si rispettino gli impegni (economici). I Paesi che hanno maggiori risorse non devono cercare il modo di contribuire al minimo, ma tentare di aiutare al massimo". Un commento che suona come una strigliata ai Paesi Arabi. Funzionari statunitensi che viaggiavano con la Rice hanno infatti precisato che solo tre Paesi della Lega Araba hanno fatto quest'anno donazioni importanti. Secondo i dati statunitensi, i donatori stranieri quest'anno hanno promesso 1,55 miliardi di dollari (circa un miliardo di euro) in aiuti economici all'Anp, dei quali 717 milioni della Lega Araba. Della cifra promessa dalla Lega Araba, finora sono stati consegnati solo 153 milioni di dollari da parte di Araba Saudita, Emirati Arabi e Algeria.
02 / 05 / 2008