MO: Israele restituirà il Golan alla Siria
Prove di pace con la mediazione turca
di Anna Toro
Israele è pronto a restituire le alture del Golan alla Siria in cambio della pace con gli Stati arabo. E’ quanto avrebbe comunicato il primo ministro israeliano Ehud Olmert alla Turchia, che poi avrebbe informato della notizia il presidente siriano Bashar Assad. Quest’ultimo, scrive l’agenzia Ap, ha infine confermato il tutto in un’intervista al quotidiano del Qatar Al Watan, dove ha anche rimarcato il ruolo di mediatore del premier turco Recep Tayyp Erdogan, che è atteso sabato a Damasco per un colloquio. Un’altra conferma arriva dal ministro siriano per gli espatriati Buthaina Shaaban che, alla tv satellitare Al Jazeera, ha detto: "Olmert è pronto per la pace con la Siria sulla base delle condizioni internazionali, sul terreno del ritorno pieno delle Alture del Golan alla Siria”.
Da Israele non è ancora arrivata nessuna conferma ufficiale, ma fonti diplomatiche, si legge sempre su Ap, parlano di condizioni precise che dovrebbero verificarsi affinché la trattativa vada in porto: innanzitutto lo Stato ebraico chiede la fine del sostegno della Siria ai movimenti estremisti della regione. Per Israele, infatti, la Siria è la principale rotta di rifornimento per gli Hezbollah. Chiede poi l’allontanamento del leader politico di Hamas, Khaled Mashaal, da Damasco, e infine una presa di distanza dall’Iran.
I colloqui di pace tra Siria e Israele si erano interrotti nel 2000 sulla portata di un ritiro israeliano dal Golan, occupato nel 1967 dopo la Guerra dei sei giorni. I tentativi internazionali di convincere la Siria e Israele di riprendere le trattative sono fallite dopo che entrambe le parti hanno contestato le condizioni per tornare al tavolo. Ora, però, Damasco è pronta ad accettare anche l’intervento degli Stati Uniti, il principale alleato degli israeliani, per supervisionare i negoziati. “L’amministrazione del presidente Bush non ha né la visione né la volontà di portare avanti il processo di pace – spiega Assad, ma aggiunge, scrive l’agenzia Afp, che i negoziati diretti potrebbero “diventare possibili sotto il suo successore”.
I diplomatici della capitale siriana tendono a sminuire l'importanza della notizia. Lo rende noto la Reuters. Secondo loro, Israele e Siria devono anche accordarsi sulle relazioni siriane con Hezbollah e Hamas. Anche la Turchia evita di commentare troppo la notizia. “Andremo in Siria sabato. Il primo ministro farà un comunicato prima e dopo la visita. Riteniamo inopportuno commentare adesso la questione” ha detto il portavoce di Erdogan Mehmet Akif all’agenzia Afp.
24 / 04 / 2008