Iraq: Nassiriya in mano agli sciiti di Sadr
Nuovo ultimatum del premier al-Maliki
di Anna Toro
La città di Nassiriya sarebbe caduta in mano ai sostenitori di Muqtada al Sadr, il leader radicale sciita che guida l'Esercito al Mahdi. Lo rende noto il quotidiano Telegraph nella sua edizione online. L’Ansa riferisce di almeno sette persone morte nelle ultime ore negli scontri tra forze di sicurezza e miliziani sadristi nella città capoluogo della provincia di Dhi Qar. I ribelli sciiti hanno attaccato diversi commissariati e alla fine sono prevalsi sugli avversari, assumendo il pieno controllo di Nassiriya, che fino al 1 dicembre 2006 era sotto il controllo delle truppe italiane. Un reporter della Reuters ha riferito di aver visto il centro urbano occupato da miliziani armati di mitragliatrici e lancia-granate. La polizia si sarebbe asserragliata all'interno di caserme e uffici, incapace di passare al contrattacco.
Le ostilità sembrano adesso concentrate intorno al centralissimo mercato di al-Shouyouk. I ribelli si sono impadroniti anche di Shatra, una quarantina di chilometri più a nord rispetto al capoluogo, appunto Nassiriya. "Ci sono finora stati 120 morti tra le fila del nemico e 450 feriti", ha dichiarato all’agenzia Apcom il general maggiore Ali Zaidan, comandante delle forze di terra irachena nell'operazione Bassora. E proprio a Bassora, il centro dell’offensiva dell’esercito iracheno, la situazione invece è relativamente calma.
Anche a Baghdad la situazione è rimasta quasi tranquilla, anche se il maggiore Tom Holloway, portavoce della base area di Bassora, ha segnalato che nella notte cinque razzi hanno colpito l'ufficio del vicepresidente al-Hashemi, rimasto illeso: una delle sue guardie del corpo è rimasta uccisa, sei sono state ferite. In confronto ai giorni scorsi, però, il coprifuoco imposto da ieri notte nella capitale ha tenuto, malgrado sia stato comunicato con pochissimo anticipo. Ora il Parlamento dovrebbe riunirsi in una sessione di emergenza per cercare di fermare le violenze . Il primo ministro Nuri al-Maliki ha dato ai militanti un nuovo ultimatum per deporre le armi: l’ultimo giorno per la resa, fa sapere la Reuters, sarà l’8 aprile.
28 / 03 / 2008
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