Nepal a rischio guerra etnica Il Sud chiede maggiori diritti
di Fabio Pireddu
Il leader di uno dei gruppi etnici nepalesi ha dichiarato che i colloqui con il governo si sono interrotti. Il rappresentante del movimento Fronte Unito Democratico Madhese, Rajendra Mahato, ha minacciato di inasprire lo sciopero generale nella parte meridionale del paese, dove vive un terzo della popolazione del Nepal, e mettere così a rischio le forniture di carburante in tutto lo stato, bloccando le cisterne in arrivo dall'India. Nel Terai, la regione meridionale al centro delle proteste, si concentrano tutte le attività produttive, commerciali e le vie di comunicazione del Paese. Lo riferisce la Bbc.
La polizia avrebbe ucciso un altro manifestante durante alcuni scontri in seguito allo sciopero generale che dura da ormai due settimane. Due giorni fa erano già morti un manifestante e un poliziotto. Secondo Mahato il governo di Kathmandu starebbe boicottando i lavori non accettando le richieste dei manifestanti e mostrandosi disinteressata alla situazione della popolazione che abita la regione. I madhesi sono un grosso gruppo etnico che abita il sud del Nepal, e fino ad adesso è sempre stato escluso dal potere centrale. Ora chiedono maggiori diritti allo stato centrale e puntano all'autodeterminazione.
Tra le richieste dei madhesi c'è anche il rinvio delle elezioni previste per aprile. Molti nepalesi, però, non sarebbero d'accordo, perchè si correrebbe il rischio di creare un precedente accettando le pretese di un gruppo etnico in un paese fortemente diviso sotto questo punto vista.
Intanto le violenze nella regione meridionale occupata dai madhesi continuano in parallelo allo sciopero generale. Le case dei politici non facenti parte del gruppo etnico sono state date alle fiamme in tutto il sud dello stato, dove sono in vigore anche diversi coprifuoco e sono state danneggiate numerose strutture statali, come ospedali e scuole.
Il Nepal sembra essere entrato in una crisi etnica che potrebbe creare molti disordini e avere conseguenze in tutto il paese, proprio a breve distanza dalla conclusione della guerra civile con i guerriglieri maoisti, adesso entrati nel governo.
27 / 02 / 2008