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Pakistan al voto

di Fabio Pireddu

Milioni di pachistani al voto per il rinnovo del parlamento in una giornata di tensione sorvegliata da oltre mezzo milione di uomini della sicurezza in tutto il paese. Un voto sul quale c'è l'ombra di violenze politiche e paura di brogli elettorali. Queste elezioni erano state rimandate l'anno scorso dopo l'uccisione del leader dell'opposizione al presidente Pervez Musharraf, l'ex presidente del paese Benazir Bhutto. Adesso la speranza è che si riesca a completare il percorso verso un governo civile, cominciato con le dimissioni dall'esercito proprio del presidente Musharraf.

I due maggiori partiti di opposizione, il Partito popolare pachistano (PPP) guidato dal figlio e dal marito di Benazir Bhutto, Asif Ali Zardari, e la Lega musulmana dell'ex primo ministro Nawaz Sharif, hanno già denuciato brogli da parte del governo e promettono battaglia dopo i risultati.

Il timore di brogli e le violenze nel paese sono le maggiori preoccupazioni, anche a livello internazionale, per il corretto svolgimento del voto. L'ultimo attentato è avvenuto proprio in mattinata, quando a Lahore è stato ucciso un candidato della Lega Musulmana di Sharif.

Secondo gli esperti nessun partito è in grado di raggiungere la maggioranza necessari per governare. Il partito dato per favorito, il Ppp di Bhutto, potrebbe allearsi con il partito di Musharraf, ma in questo caso ci sarebbe diverse reazioni contrarie e forse anche violente a causa delle voci dietro l'omicidio di Benazir Bhutto. Voci che vedrebbero Musharraf dietro l'attentato che uccise l'ex presidente pachistana. Un alleanza del Ppp con la Lega Musulmana, del resto, metterebbe i due partiti di opposizione apertamente contro l'attuale detentore del potere nel paese, l'ex generale Musharraf, al potere dal 1998, che non si metterebbe facilmente da parte.

18 / 02 / 2008


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