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Pakistan, raggiunto l'accordo per il nuovo governo Musharraf a rischio, ma lui non si dimette

di Fabio Pireddu

I due partiti vincitori delle elezioni in Pakistan hanno raggiunto un accordo per governare il paese. L'ex primo ministro Nawaz Sharif, silurato da Musharraf ormai quasi otto anni fa e adesso leader della Lega Musulmana arrivata seconda nelle votazioni, ha dichiarato che è stata messa a punto un'agenda per la formazione di una coalizione con il partito di Benazir Bhutto, assassinata prima delle elezioni. I colloqui si sono svolti in questi giorni tra Sharif e il vedovo della Bhutto, Asif Zardari, nuovo leader del Partito popolare pachistano. Zardari si è però affrettato a smentire le voci che lo volevano a capo del nuovo governo, sostenendo che non sarebbe stato disposto ad assumere nessuna carica. In questo modo sarebbe spianata la strada per qualche altro nome, se non addirittura per lo stesso ex primo ministro Nawaz Sharif.

“Noi lavoreremo insieme per formare un governo sia nella zona centrale del paese che nelle province” ha detto Sharif, confermando l'intenzione di mettere sotto controllo governativo anche le turbolente zone al confine con l'Afghanistan. Questi territori sono da tempo nelle mani di talebani e rifugiati afghani, che hanno creato una sorta di zona franca ingovernabile. Sharif e Zardari hanno anche deciso di reintegrare il capo della corte suprema destituito in novembre dal presidente Musharraf.

La nuova coalizione potrebbe anche essere in grado di mettere in stato di accusa il presidente Musharraf, che ha comunque ribadito che non ha nessuna intenzione di dimettersi. Pervez Musharraf prese il potere nel 1999 con un colpo di stato militare, mettendosi a capo del primo paese musulmano ufficialmente dotato della tecnologia nucleare. Con lui il Pakistan è diventato il più prezioso alleato nella guerra contro il terrorismo di al Qaeda.

21 / 02 / 2008

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