Rassegna stampa internazionale del 15 febbraio 2008
di Fabio Pireddu
L'apertura di oggi del New York Times è dedicata alla politica interna. Una foto in prima pagina mostra alcune scene dell'ennesima sparatoria in un campus universitario. Un uomo è entrato ieri pomeriggio al Northern Illinois Campus a DeKalb e, appena arrivato in una sala lettura, ha cominciato a fare fuoco sugli studenti. Nella sparatoria, durata circa venti minuti, cinque studenti sono morti e altri sedici sono rimasti feriti, di cui due in modo grave. Al termine l'uomo si è ucciso. Di spalla il NYT presenta ancora le primarie democratiche, con una notizia destinata a movimentare ancora di più la sfida tra Barack Obama e Hillary Clinton. Alcuni superdelegati democratici afroamericani che avevano dato il proprio appoggio alla Clinton hanno affermato che potrebbero, invece, votare per Obama. In prima fila ci sarebbe John Lewis, vecchio leader per la difesa dei diritti umani e personaggio molto influente all'interno del partito. A centro pagina troviamo il richiamo di un reportage sul Kenya.
Anche il Washington Post apre con la tragedia del Northern Illinois Campus, dove un ex studente di sociologia dell'università americana ha ucciso cinque persone togliendosi poi la vita. Di spalla il quotidiano della capitale affronta il problema del satellite spia americano che sta precipitando ormai senza controllo sulla terra. Una nave da guerra al largo del Pacifico tenterà di abbattere il satellite, grande quanto un autobus, prima che combini qualche disastro.
La prima pagina del Guardian torna a parlare di terrorismo con la paura di attacchi ai principi sauditi e di un nuovo 7 luglio. Di spalla il giornale britannico scrive della divisione di Beirut in due città dalle visioni e dalle diverse speranze. Due città separate dalle manifestazioni e dagli attentati dei giorni scorsi.
Der Spiegel mette in primo piano l'ancora accesa discussione sul velo in Turchia. Il tema viene affrontato con un reportage dal paese anatolico.
Su Le Figaro l'apertura della prima pagina è dedicata alle preoccupazioni della Cina per gli appelli al boicottaggio delle prossime olimpiadi che vengono da diversi paesi, associazioni e personaggi influenti come l'ultimo che si è esposto contro i giochi cinesi, il regista Steven Spielberg. Di taglio basso un pezzo sulla riforma della scuola primaria voluta da Sarkozy, nella quale si prevede anche un ritorno a un insegnamento più rigido della grammatica.
15 / 02 / 2008