Rassegna stampa internazionale del 7 marzo 2008
di Anna Toro
Oggi in primo piano su quasi tutte le prime la strage alla scuola rabbinica di Gerusalemme.
Il quotidiano inglese The Guardian apre con la notizia del giorno: un uomo armato è entrato in una scuola a Gerusalemme e ha ucciso 8 persone, ferendone diverse altre. Si pensa sia un palestinese di Gerusalemme sud. Compare in prima anche il “signore della guerra”, il trafficante d’armi Viktor Bout arrestato ieri mentre si trovava in un hotel a cinque stelle di Bangkok. Anche l’ Independent apre con il massacro a Gerusalemme: una grande foto con un ragazzino insanguinato in barella copre tutta la prima, con il sommario che recita: “Testimoni dicono che la maggior parte delle vittime erano adolescenti”. Il Times sceglie invece di aprire con la singolare questione delle uniformi: la notte scorsa, infatti, la stazione di comando della Raf di Wittering ha ordinato al suo personale di indossare abiti civili quando non sono in servizio, a causa delle persistenti minacce e abusi subiti a causa del loro coinvolgimento in Iraq e Afghanistan.
L’ International Herald Tribune dedica l’ apertura allo Zimbabwe: “Mugabe affronta il voto: ma sarà pulito?” è il titolo. Lunga spalla sul record dell’Euro. Ancora Gerusalemme sul taglio basso, con accanto il richiamo alle due bombe scoppiate ieri a Baghdad che hanno provocato oltre 50 morti.
Su Le Figaro notizia di economia: anche la Francia, infatti, sta subendo la crisi dei presititi subprime: “La crisi è costata alle banche francesi più di 11 miliardi” recita il titolo in prima. Spalla dedicata al massacro di Gerusalemme. A metà pagina richiamo a un pezzo sui Paesi Bassi e la loro paura di subire un attentato di matrice islamica a causa della possibile diffusione del cortometraggio creato da un deputato di estrema destra che non esita a paragonare il Corano al Mein Kampf. Le Monde sceglie di aprire con le elezioni in Spagna e fa un titolo umoristico: “Centrosinistra contro destra-destra”. Si parla anche del presidente francese Sarkozy col titolo: “Nessun cambiamento dopo le elezioni”. La copertina di Libération è invece tutta dedicata al centenario della Giornata internazionale della Donna: si parla della parità non ancora conquistata dalle donne né in politica né nella gestione del potere.
Passando agli Stati Uniti, il New York Times mette in prima lo Zimbabwe e il titolo: “Mugabe può perdere?”. Colonna sinistra e foto a centro pagina dedicata alla strage nella scuola di Gerusalemme. Sul Los Angeles Times una spalla dedicata alle ipotesi sulle prossime mosse dei Democratici.
07 / 03 / 2008
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