Negoziati Usa-Russia: ottimismo
Ma oggi si parla di scudo spaziale
di Anna Toro
Ha avuto esiti positivi la prima giornata di colloqui tra Stati Uniti e Russia avvenuta ieri a Mosca e che ha visto il segretario di Stato americano Condoleezza Rice insieme al collega alla Difesa Robert Gates incontrare sia gli omologhi russi Sergei Lavrov e Sergei Ivanov sia il presidente Putin insieme al suo delfino Medvedev, che il 7 maggio assumerà la guida della superpotenza russa. Ci sono ancora delle divergenze, soprattutto per quanto riguarda la questione dello scudo difesa anti-missilistica e il trattato Start per la riduzione degli arsenali strategici, in scadenza nel 2009: di questo infatti i diplomatici americani stanno parlando oggi con Lavrov e con il ministro della difesa del Cremlino difesa Anatoli Serdiukov.
L’incontro di ieri fa però ben sperare: Putin, si legge sull’Ansa, ha annunciato di aver ricevuto dal collega americano George W. Bush un documento contenente proposte "sulle principali sfere di cooperazione bilaterale", di cui qualcuna interessante per Mosca. Quali novità contenga la missiva di Bush, definita da una fonte del Cremlino “una sorta di patrimonio lasciato in eredità ai futuri costruttori della cooperazione russo-americana”, Putin non lo ha detto, ma l'effetto sembrerebbe già esser stato rassicurante.
Resta l’incognita sul nodo principale, ovvero il sistema anti-missile che Washington vorrebbe installare in Polonia e Repubblica Ceca e che la Russia considera diretto più contro di lei che contro ipotetici ordigni dei cosiddetti “paesi canaglia”, Iran in testa. I tentativi di raggiungere un accordo negoziale si sono finora rivelati vani. Nonostante già prima dei colloqui le premesse sembrassero buone, Gates non aveva lesinato una certa cautela sugli esiti: “Siamo qui per compiere tutti gli sforzi possibili e per vedere cosa accadrà. Ma dall’altra parte dovranno giungere segnali positivi. Altrimenti si rimarrà nella stessa situazione”. Il tempo però stringe e lo scudo, per avere efficacia, dovrà essere pronto nel giro di pochi anni: secondo stime d’Intelligence, Teheran sarà in grado di lanciare missili balistici nucleari già nel 2011. Entrambi i soggetti coinvolti cercheranno oggi di fare qualche passo avanti per risolvere la crisi.
Ma ci sono anche altre divergenze tra Washington e Mosca, come dimostrano le reazioni alle ultime crisi, nel Tibet e in Kosovo. Se la Rice invita Pechino ad aprire il dialogo con il Dalai Lama, Mosca sottolinea seccamente che il problema è “una questione interna cinese” e che comunque il Tibet è “parte inseparabile della Cina”. Per quanto riguarda il Kosovo, gli scontri di ieri di Mitrovica portano Mosca a ribadire la richiesta di un passo indietro sulla “autoproclamata indipendenza da parte di Pristina” e di un ritorno al negoziato fra albanesi kosovari e Belgrado, “in una cornice di legalità internazionale”.
18 / 03 / 2008