Serbia, si dimette premier Kostunica
Dissidi interni del governo sul Kosovo
di Fabio Pireddu
Si avvicinano le elezioni anticipate in Serbia. Il Primo ministro Vojislav Kostunica si è dimesso sabato in seguito ai disaccordi interni al governo sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo. Kostunica non ha mai accettato la secessione della regione a maggioranza albanese, e sostiene che il riconoscimento della sua indipendenza da parte della maggior parte dei paesi dell'Unione Europea è “illegale”. A causa di questa decisione da parte dell'Europa, Kostunica avrebbe chiesto al proprio governo di allentare i legami con i paesi che sostengono il Kosovo.
Il principale alleato del Primo ministro, il presidente Boris Tadic, è invece un fautore della linea morbida e sostiene che si possa affrontare una discussione sull'indipendenza del Kosovo, anche per venire incontro all'Unione Europea. “Il governo della Serbia – ha detto Kostunica – non ha più una politica unitaria su un importante argomento come il futuro del paese. Il Kosovo è parte della Serbia. Un governo non può più lavorare in questo modo. Questa è la fine del nostro governo e noi rimetteremo il mandato al popolo”.
Adesso si avvicina sempre di più la possibilità di andare a nuove elezioni, a soli dieci mesi dalla costituzione dell'esecutivo guidato da Kostunica. “Rispetto la decisione del Primo ministro sull'impossibilità di continuare a guidare il governo – ha detto Tadic – e, quando riceverò la decisione del governo, indirò nuove elezioni”.
Le divisioni tra i due movimenti alleati sembrerebbero insanabili, tali da portare alla caduta del governo. Kostunica spinge perchè l'Unione Europea ritiri il proprio sostegno all'indipendenza del Kosovo, minacciano di rompere tutti legami con i paesi europei, mentre secondo Tadic la Serbia riuscirebbe più facilmente a difendere i propri interessi nella regione dall'interno dell'Unione Europea.
La possibilità, quindi, che il partito democratico della Serbia di Kostunica si allei di nuovo con il partito democratico del presidente Tadic sono scarse e si prevedono scenari incerti per il futuro del paese balcanico.
09 / 03 / 2008