Sri Lanka, uccisi 38 guerriglieri Tamil
Morto in attentato un parlamentare
di Fabio Pireddu
Torna la violenza nello Sri Lanka, con l'uccisione di un parlamentare di etnia Tamil e uno scontro a fuoco tra soldati governativi e ribelli delle Tigri Tamil che ha causato la morte di 38 guerriglieri. Il conflitto è avvenuto al confine con le province settentrionali controllate dai ribelli, nei distretti di Vavuniya, Jaffna, Polonnaruwa e Mannar. Lo riporta la Reuters. Durante lo scontro sono morti anche quattro soldati, mentre altri 19 sarebbero rimasti feriti.
Sempre ieri, come denuncia anche Human Rights Watch, un parlamentare di etnia Tamil è morto in un attentato organizzato, secondo i separatisti, dal governo. Kiddinan Sivanesan stava tornando nel nord del paese dopo una seduta del parlamento, quando quattro bombe sono esplose ai bordi della strada dove stava passando. Nell'esplosione è rimasto ucciso anche il suo autista.
Dal 1983 le Tigri per la liberazione della Patria Tamil (Ltte), rappresentanti di un gruppo etnico che vive nelle regioni settentrionali dell'isola, hanno cominciato una guerriglia contro il governo centrale dello Sri Lanka, occupando le province natie e lottando per l'indipendenza. La situazione si è inasprita nel 2005, quando il neoeletto presidente srilankese Mahinda Rajapakse ha preso la decisione di riprendere in grande stile la lotta per far tornare sotto il controllo governativo le province settentrionali. Solo negli ultimi due anni ci sarebbero stati più di diecimila morti.
07 / 03 / 2008
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