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Sudan, 200 morti nell'attacco a Karthoum
Arrestata la moglie del leader ribelli Jem

di Anna Toro

Duecento morti: è il bilancio dell’attacco della scorsa settimana a Karthoum, capitale del Sudan, da parte dei ribelli del Movimento per la giustizia e l'uguaglianza del Darfur (Jem). Lo rende noto il il ministro della Difesa, generale Abdul RahimMohammed Hussein, tramite l’agenzia nazionale. Racconta che nel corso dei combattimenti di sabato scorso il Jem avrebbe ucciso 93 soldati e 13 poliziotti. Morti anche 30 civili, mentre altri 90 corpi privi di vita di miliziani sarebbero stati rinvenuti nei pressi della città di Omdurman, dove sono iniziati gli scontri. La maggioranza dei sudanesi, scrive l’Ap, è rimasta scioccata dall'assalto dato alla capitale dai ribelli che, da parte loro, hanno comunque ammesso la sconfitta, ma hanno contemporaneamente annunciato nuovi attacchi fino a quando non verrà risolta la crisi in Darfur.

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha subito condannato l'attacco lanciato sabato scorso dai ribelli del Darfur nella capitale sudanese, lanciando un monito contro eventuali azioni di rappresaglia e invitando Sudan e Ciad ad applicare l'accordo di pace siglato lo scorso marzo, che prevede il disarmo dei gruppi armati attivi lungo la loro linea di confine. E sempre l’Onu discuterà oggi lo stato della missione di pace congiunta Onu-Unione africana (Ua) in Darfur, subentrata lo scorso gennaio alla precedente forza di pace dell'Ua, ma ancora sotto organico rispetto a quanto approvato dal Consiglio. La risoluzione Onu del luglio scorso prevede infatti il dispiegamento di 26.000 peacekeeper, ma al momento ne sono presenti sul terreno solo 9.500.

Intanto l’agenzia Apcom fa sapere che ieri le forze di sicurezza sudanesi hanno arrestato Zinad Ali Yousif, moglie del leader dei ribelli del Darfur, Khalil Ibrahim, che ha guidato l'attacco di sabato sulla capitale (mentre la taglia sulla testa di quest’ultimo, che dopo sabato pare si trovi in una zona desertica nel nord del Darfur, è stata raddoppiata dal governo, arrivando a 246 milioni di dollari). Stando a quanto si legge oggi sul sito del Jem, la donna è stata arrestata ieri a Khartoum, dove vive con i figli. Nella nota, il Jem afferma che Zinad Ali Yousif non si è mai interessata di politica e non ha mai ricoperto alcun incarico nelle file del movimento. Il Jem condanna quindi l'arresto, affermando che tale azione dimostra "la bassezza del governo di al Bashir”.

14 / 05 / 2008

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