TIbet, la protesta si allarga
Manifestazioni in tutta la Cina
di Fabio Pireddu
Questa mattina il Primo ministro cinese Wen Jiabao aveva accusato la guida spirituale tibetana di avere sobillato le rivolte. “Ci sono ampia evidenza e prove abbondanti che dimostrano come gli incidenti siano stati organizzati, premeditati, diretti e incitati dalla cricca del Dalai Lama” ha detto Wen Jiabao. Il Primo ministro cinese ha anche negato il “genocidio culturale” dei tibetano denunciato dal Dalai Lama. Il leader spirituale ha annunciato di essere pronto a dimettersi se le violenze nel suo paese non dovessero cessare.
Intanto continuano in tutta la Cina e nelle nazioni confinanti le proteste le manifestazioni di solidarietà al popolo tibetano. Questa mattina oltre 2 mila tibetani da tutte le province dell'India del Nord si sono riuniti a Siliguri in una delle manifestazioni più affollate degli ultimi anni. I manifestanti hanno chiesto l'intervento delle Nazioni Unite e la creazione di una commissione di inchiesta. Nella provincia del Gansu, invece, 19 manifestanti tibetani sarebbero stati uccisi questa mattina dalle forze di sicurezza cinesi. Lo riferisce il governo tibetano in esilio dal suo quartier generale di Dharamsala. Sempre secondo il governo esiliato, il totale dei morti accertati in una settimana di disordini e scontri è di 99 unità. Manifestazioni questa mattina anche a Dogo, nella contea di Chone (Zhouni Xian in cinese) e a Pechino, dove un centinaio di studenti sono stati arrestati durante un rastrellamento della polizia nell'Istituto per le Minoranze dell'Università.
18 / 03 / 2008
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