Una vita per la Rivoluzione
di Anna Toro
Alla fine i problemi di salute e la vecchiaia sono riusciti là dove hanno fallito anni e anni di complotti per assassinarlo, un embargo punitivo deciso da Washington e un tentativo di invasione dell'isola finanziato sempre dai suoi nemici storici americani: dopo cinquant’anni alla guida di Cuba, Fidel ha lasciato il potere.
Nato il 13 agosto 1926 da un immigrato spagnolo divenuto facoltoso proprietario terriero e da una donna cubana di umili origini, Castro ha frequentato in principio le scuole dei gesuiti. Il suo sogno era diventare un giocatore professionista della Major League statunitense di baseball ma, dopo essersi iscritto all'università dell'Avana nel 1945, dallo sport i suoi sogni passano alla politica.
La politica. Comincia dunque a partecipare alla vita politica dell'ateneo finendo per parteggiare per l’ala più ortodossa del Partito del Popolo Cubano. Nel 1950 si laurea in legge e, dopo il colpo di stato di Fulgencio Batista del 1952, si arruola in un movimento, di cui poi diventa il capo, intenzionato a dare l'assalto alla caserma Moncada a Santiago de Cuba. L’azione però fallisce e Fidel viene imprigionato dal regime. Al processo decide di difendersi da solo con un’arringa scritta da lui stesso in cui denuncia tutti i mali della società cubana. Questo documento, poi diventato famoso con il titolo "La storia mi assolverà", contiene anche a grandi linee quello che sarebbe poi diventato il suo programma politico: distribuzione delle terre dei latifondisti dietro indennizzo, confisca dei beni ottenuti illegalmente dai membri dei passati governi, nazionalizzazione dell'energia elettrica e dei telefoni, misure per l'industrializzazione, cooperative agricole e dimezzamento dei canoni d'affitto urbani.
Il colpo di Stato. La sua attività di oppositore politico gli costa due anni di carcere e il conseguente esilio in Messico dal quale tuttavia comincia a preparare la rivoluzione. Nel maggio 1955 Batista decide, anche per problemi di immagine presso il governo di Washington, di concedere l'amnistia ai rivoltosi. Il 9 luglio dello stesso anno Fidel Castro incontra Ernesto Guevara, con cui discute per tutta la notte dei problemi del continente sud americano sfruttato dagli Stati Uniti. A bordo della nave Granma, Castro e i suoi seguaci sbarcano infine a Cuba il 2 dicembre del 1956 e, dopo poco più di due anni, riescono a cacciare Batista.
Castro al potere. L' Esercito Ribelle prende il potere nel 1959 e dà avvio a tutta una serie di riforme : chiusura delle case da gioco e di tolleranza, lotta senza quartiere al traffico di droga, liberalizzazione degli accessi agli alberghi, spiagge, locali sino ad allora riservati a circoli esclusivi, diminuzione dei canoni d'affitto del 30-50% accompagnata da una riduzione del prezzo di medicinali, libri scolastici, tariffe elettriche, telefoniche e dei trasporti urbani. Tutto molto apprezzato dal popolo, fino alla Riforma agraria del maggio 1959, che invece suscita forti reazioni non solo nelle campagne ma anche presso le classi alte e i ceti medi urbani. Sempre più isolato dai paesi troppo allineati ai desideri di Washington, Castro decide di scegliere come alleato l'Unione Sovietica. Nel 1961 riesce a sventare l'invasione alla Baia dei Porci, condotta da 1.500 esuli cubani addestrati dalla Cia. Sempre in quell'anno il ''comandante'' interrompe i legami diplomatici con il vicino americano ed espropria i possedimenti cubani delle multinazionali americane per un valore di oltre un miliardo di dollari. Il suo legame con Mosca costa al mondo un periodo di grande paura per la guerra nuclare durante la crisi dei missili del 1962. Dopo la caduta del blocco sovietico nel 1989, Castro è costretto ad adottare alcune riforme economiche.
La vita privata. Per quanto riguarda la sua vita privata, che ha sempre voluto tenere lontana dai riflettori, Fidel nel 1948 sposa Mirta Diaz-Balart, dalla quale ha il suo primo figlio, Fidelito, prima di divorziare. Nel 1952 si unisce a Naty Revuelta, con la quale ha una figlia, Alina, nata nel 1956. Un anno dopo incontra quella che sarà la principale donna della sua vita, Celia Sanchez, che rimane con lui fino alla morte avvenuta nel 1980. Negli anni ottanta il matrimonio con Dalia Soto del Valle, dalla quale avrà cinque figli: Angel, Antonio, Alejandro, Alexis e Alex.
L’addio al potere. A partire dal dicembre del 2006 si fanno sempre più presenti i problemi di salute, fino al 19 febbraio 2008, quando Fidel annuncia il suo ritiro dalle cariche presidenziali lasciando tutti i poteri al fratello Raul Castro Ruz. Con questo messaggio: "Non vi dico addio. Spero di combattere come un soldato delle idee".
23 / 02 / 2008