Zimbabwe, ritardo nei risultati del voto
Leader dell'opposizione ancora in esilio
di Anna Toro
Non sono stati ancora resi noti i risultati delle controverse elezioni nello Zimbabwe del 29 marzo scorso. Al contrario, ieri è stato annunciato che ci sarà un ulteriore ritardo nel riconteggio dei voti, un ritardo che potrebbe rovesciare il risultato delle elezioni, da cui l'opposizione del Movimento per il cambiamento democratico (Mcd) sembrerebbe essere uscita vittoriosa. A perdere sarebbe quindi il partito Zanu-Pf del presidente uscente Robert Mugabe, al potere dal 1980, da quando cioè lo Zimbabwe ha ottenuto l'indipendenza dalla Gran Bretagna.
Secondo quanto riferito dall’agenzia Ap, il partito di Mugabe avrebbe perso quindi per la prima volta le elezioni presidenziali, ma subito dopo il voto, il governo avrebbe avviato una campagna per cambiare arbitrariamente il risultato elettorale. Il leader dell'opposizione Morgan Tsvangirai sostiene fermamente di avere vinto e afferma che questa sorta di limbo politico starebbe causando morti e violenze fra i suoi membri, con 10 vittime e centinaia di arresti. "Posso confermare che dieci fra i nostri membri sono morti, di cui quattro negli ultimi giorni, a causa delle violenze perpetrate dai sostenitori del partito al potere", ha detto all’agenzia Reuters un portavoce del Mcd Nelson Chamisa. L’Mcd ha definito illegali i tentativi di ricontare le schede, dicendo che avrebbe rifiutato di accettare nuovi risultati. Ha anche accusato il partito al potere di voler truccare le i risultati del voto per il rinnovo del mandato presidenziale per tentare di mantenere Mugabe al potere.
Nella regione cresce quindi la preoccupazione per l’instabilità e le violenze, e proprio per questo l'Unione africana ha chiesto allo Zimbabwe di diffondere immediatamente i risultati elettorali.
Intanto il leader dell’opposizione Morgan Tsvangirai ha detto che intende rimanere ancora in esilio forzato in Sudafrica. Lo riferisce l’Ap, che ha a sua volta appreso la notizia dall’Independent. Tsvangirai, che ha lasciato il Paese dieci giorni fa, teme infatti di essere arrestato nel caso rientrasse in patria. Ha spiegato che gli piacerebbe tornare nello Zimbabwe, ma che al momento non ci sarebbero le condizioni. Ha anche aggiunto che intende prima mobilitare la comunità internazionale contro il presidente Robert Mugabe e il suo governo.
21 / 04 / 2008